Stefano Donno on twitter

venerdì 17 febbraio 2017

Heavy (Official Lyric Video) - Linkin Park (feat. Kiiara)

Sopravvissuti agli anni ’90. Come? Ce lo racconta Mattia Bertoldi in "La dura legge di Baywatch", da marzo in libreria.



Chi si ricorda, degli anni ’90, i mini e i floppy disc, i primi videoclip di Videomusic, le serie televisive di Friends, Baywatch, e ancora, le sale giochi, le schede telefoniche o le boy band? Se a questi soli pensieri si prova un mix tra nostalgia e sollievo, allora questo è il libro giusto – anzi il librogame giusto – per ritrovare lo spirito dei sopravvissuti alla grande transizione analogico-digitale, quando per “scaricare una fotografia da Internet ci voleva mezz’ora”. Mattia Bertoldi, lui che è nato nel 1986 e in quegli anni era adolescente, con La dura legge di Baywatch. Tutto quello che avete amato negli anni ’90, (Booksalad, marzo 2017, Euro 14,00, IN USCITA IN MARZO), ha raccolto i suggerimenti di decine di suoi coetanei e ci racconta con sorprendente ironia e un pizzico di rimpianto la musica, la tv, l’intrattenimento, le letture, le mode e le tecnologie degli anni ’90. In un percorso strutturato come un librogame, soppiantato in quegli anni dai giochi di ruolo elettronici, si chiede come sia stato possibile divertirsi, amare, studiare, comunicare senza Wikipedia, Google, Netflix e gli smartphone. E, senza prendersi troppo sul serio, rivendica con orgoglio di avercela fatta, di essere uscito indenne da quel decennio, nonostante tutto. Noi degli anni ’90 siamo stati gli ultimi esemplari della nostra specie a provare i limiti della tecnologia digitale, gli ultimi ad aver assaggiato musicassette e mini disc, in un’epoca in cui gli MP3 erano ancora un miraggio per i più; ad aver seguito delle serie televisive senza l’aiuto di Internet, pronti a spaccare il videoregistratore se solo ci fossimo dimenticati di puntarlo per catturare su VHS l’ultimo episodio della stagione perché... esatto, niente streaming e niente riassunti su Wikipedia. Siamo anche stati gli ultimi a subire la maledizione di Baywatch, e questo è un segno che ci porteremo dietro per tanto, tanto tempo. E nessun remake potrà toglierci questo.

Mattia Bertoldi, nato nel 1986 a Lugano, ha vissuto più o meno alla grande tutti gli anni Novanta. Sognava il chiodo di pelle di Max Pezzali ed era innamorato di Xena e Buffy. Ancora oggi tifa per i Chicago Bulls, ascolta Gigi D’Agostino e ha paura dei vermi giganti del sottosuolo per colpa di Tremors. Finalista al Premio Chiara Giovani nel 2011, ha esordito con il romanzo Ti sogno, California, edito da Booksalad nel 2012, e dal 2016 è membro di comitato dell’ASSI, Associazione Scrittori della Svizzera italiana.

Torto marcio di Alessandro Robecchi (Sellerio Editore Palermo)

Tre luoghi di Milano, vicini sulla mappa ma lontanissimi tra loro, per il nuovo romanzo di Robecchi: la casa di Carlo Monterossi, autore televisivo di una trasmissione trash (di cui si vergogna), cultore di Bob Dylan e detective per caso; il quartiere malfamato attorno a San Siro, un mercato degli alloggi governato dai calabresi, dal collettivo di sinistra e dagli africani che si dividono democraticamente spazi e spacci; infine la questura dove lavorano in tandem il sovrintendente Carella e il vice Ghezzi. Nel centro di Milano hanno sparato a un commerciante di carni, sessantenne ricco e senza ombre, ma c'è una nota stonata: sul cadavere un sasso bianco, liscio, rotondo, poggiato sul petto. Dopo pochi giorni un altro omicidio con le stesse modalità - ancora una volta una pietra sul corpo - getta la città nel panico. Una firma? L'assassino dei sassi occupa le pagine dei giornali, radio e tv, compresa la trasmissione "Crazy Love" che Carlo Monterossi sta finalmente per abbandonare e non ne vede l'ora. Ed è in questo frangente che l'agente di Carlo, Katia Sironi, la sua alleata per la vita, chiede aiuto: la madre anziana è stata derubata in casa di alcuni gioielli, tra cui un anello preziosissimo. E così Carlo, "l'uomo curioso", "l'uomo che risolve problemi", con l'amico Oscar Falcone si mette a caccia dell'anello, solo che nella ricerca della pietra preziosa si imbatte nelle pietre degli omicidi, che nel frattempo sono diventati tre. Da San Siro a via Manzoni, dalle cantine degli alloggi popolari a un albergo sul lago, le indagini di Carella e Ghezzi si incrociano con quelle di Monterossi, finché i conti finiranno, amaramente, per tornare per tutti.


Daniela Virgilio tante amicizie a "Un passo dal cielo" - La Gazzetta dello Spettacolo

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Festival di Berlino 2017, la costumista Milena Canonero Orso d'oro alla carriera - Il Fatto Quotidiano

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Scarlett Johansson e la monogamia non vanno d'accordo

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Emma Marrone: "Un figlio? Mi piacerebbe. Penso a trovare un compagno"

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giovedì 16 febbraio 2017

Francesco Gabbani - Occidentali's Karma (Italy) Eurovision 2017 - Nation...

Booktrailer di Non avrai altro Dio all'infuori di me

#Sanremo2017, su Youtube scatta l'ipotesi di plagio per il brano della Mannoia

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'Affari tuoi' chiude, Insinna: "Mi ha cambiato la vita. Tornerà senza di me ma non farò polemiche"

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Mamma o Papa? Recensione film con Cortellesi e Albanese. Commedia cinica senza cinismo

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Ribellione e popcorn, il concerto di Ligabue è come un film rock - IlGiornale.it

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Vita con Lacan di Catherine Millot. Traduttore: R. Prezzo (Cortina Raffaello)



"Ci fu un tempo in cui ero convinta che Lacan sapesse tutto di me. Mi sentivo trasparente davanti a lui. Non avere nulla da nascondere mi dava una libertà totale, ma non solo. Una parte essenziale del mio essere era affidata a lui, che la proteggeva, io non me ne occupavo. Ho vissuto anni al suo fianco in questa leggerezza." Attraverso i luoghi che hanno esplorato insieme e le persone che hanno frequentato, Catherine Millot racconta l'"altro" Lacan, quello dei viaggi in Italia, a Roma e a Venezia, il Lacan delle gite in macchina (un pazzo al volante?), che guida senza tenere conto del colore dei semafori, o quello dei tuffi nella piscina di Guitrancourt in ogni stagione e con qualsiasi tempo. In questo testo elegante, delicato e spesso divertente, il lettore sarà sorpreso di scoprire, dietro lo psicoanalista Lacan, un uomo generoso, seducente, senza pregiudizi e molto semplice nei rapporti con gli altri.

mercoledì 15 febbraio 2017

Michele Zarrillo - Mani Nelle Mani (Sanremo 2017)

Valentina Sampaio, prima modella transgender su Vogue - Magazine - Showbiz - quotidiano.net

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Francesco: la pace non è priva di sofferenze o delusioni - La Stampa

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Cattelan, ecco il mio late show all'italiana - Tv - ANSA.it

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Harrison Ford rischia la morte: atterraggio sulla pista sbagliata

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Scandalo all'Isola dei famosi 2017: gesto omofobo in diretta tv

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Guida al cinema erotico e porno. Dal cinema muto ad oggi di Alessandro Bertolotti (Dal 3 marzo 2017 per Odoya)

Scordatevi You porn e Porn Hub, nel lato erotico della settima arte “i migliori registi creano un intreccio, per lo meno un’atmosfera, ritardando quanto più possibile l’evento tanto atteso: l’atto sessuale.  È la costruzione di una storia a creare le premesse necessarie per una delle principali molle erotiche: l’infrazione dei tabu". Sgombrato il campo dalle velleità del porno 2.0, l’autore ci conduce alla scoperta di una cultura cinematografica che ha origini antiche. Se nel 1913 spetta a Mario Caserini il primato italiano del genere, in Francia Ferdinand Zecca (uno dei fondatori della Pathé) firma Un drame à Venise (commedia condita con scene esplicite) già nel 1906. Les Vampires (1915) di Louis Feuillade, forse primo esempio di erotismo gotico, faceva impazzire Breton e i surrealisti, mentre furono numerosi i film espressionisti tedeschi innervati di sensualità e scene esplicite, uno tra tutti Ombre ammonitrici (Schatten – Eine nachtliche Halluzination, 1923) di Arthur Robison. Prima che il famigerato codice Hays (1930) venisse posto a freno, Hollywood aveva già le sue attrici erotiche d’elezione come Theda Bara e Mae West. E Tod Browning (ricordato per Freaks, recentemente ristrutturato e ridistribuito nelle sale) firmò il più inquietante melodramma erotico del cinema muto, ovvero Lo sconosciuto (The Unknown) nel 1927. Con lo svilupparsi della settima arte l’erotismo non venne accantonato ed è affascinante ritrovare la tematica in moltissimi capolavori che tutti abbiamo frequentato come Ultimo tango a Parigi, Eyes Wide Shut o nei film di Luchino Visconti. Come per moltissimi aspetti dell’esistenza, la rivoluzione dei costumi sessuali avvenne negli anni Sessanta. L’autore decide tra gli altri di valorizzare il lavoro di Nagisa Ōshima che, firmando capolavori come Racconto crudele della giovinezza (Seishun zankoku monogatari, 1960 Diario di un ladro di Shinjuku (Shinjuku dorobo nikki, 1968) e Ecco l’impero dei sensi, viene accostato per certi versi (poetica dell’incomunicabilità giovanile) ad Antonioni, mentre per altri (erotismo estetizzante) alle xilografie di Utamaro e Hokusai. Data una struttura a macro capitoli che comprende Passione, Matrimoni e Tradimenti, Primi amori, Orge e Sesso e Violenza, Bertolotti si sofferma sui mille rivoli del genere erotico, andando a mettere in luce anche, per fare un esempio, i primi film dedicati all’omosessualità. Spetta alla Germania e all’ l’Aufklarungsfilm, la casa di produzione che si occupava di tematiche scottanti come sesso e droga, l’onore di aver realizzato e distribuito il primo film a difesa della causa omosessuale ovvero Diverso dagli altri (Anders als die Andern, 1919), diretto da Richard Oswald. Ma tra i film dedicati all’erotismo omo si annoverano dei nomi eccellenti come Jean Genet con Un chant d’amour del 1950, o Andy Warhol o Rainer Werner Fassbinder… Non manca un fitto elenco di produzioni pornografiche post Gola Profonda (film che fece da spartiacque) e che videro il lavoro di grandi autori come Lasse Brown o Walerian Borowczyk e innovatori come Wakamatsue e John Stagliano. L’altro lato della collina e della produzione Hollywoodiana, ovvero quella che compete a questo volume, è anche nota per il gossip e i retroscena. Nota la comune parabola di Linda Lovelace (Gola Profonda) e Marilyn Chambers (Dietro la porta verde) dapprima star globali, in seguito autrici di discutibili e discussi memoir e infine drogate o alcolizzate…La storia di questo genere non è solo fatta di delicati film svedesi sui primi amplessi di biondi ragazzini... Una completa, ritmata e dotta cavalcata nei più stimolanti anfratti di un genere ormai trasfigurato che saprà appassionare esperti, amatori e amanti

Alessandro Bertolotti (1960), scrittore e regista (per la RAI), è considerato uno dei più grandi collezionisti di letteratura erotica. Autore di Livres de nus (2007), storia dei libri fotografici di nudo, pubblicato con successo in Francia, Italia e Stati Uniti. Nel recente Curiosa. La Bibliothèque érotique (2012) ha raccontato i libri più rari della sua collezione. Per Odoya ha già pubblicato Guida alla letteratura erotica (2015).


martedì 14 febbraio 2017

Sia - We Can Hurt Together [Lyrics Video]

Beata Ignoranza: la clip Siamo tutti connessi - Notizie sul Cinema - VOTO 10

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La paura della fuoriclasse ai Grammy, Adele vince tutto e poi si inceppa - IlGiornale.it

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Isola dei Famosi, Bettarini: mazzo di rose rosse per la Mello

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Tomàs di Andrea Appetito (Effigie)



Speravo che si aprisse sotto di me un baratro, un inferno in cui nascondermi e da cui rinascere dopo molte generazioni. In una città sul mare il sogno di un autocrate ambizioso e senza scrupoli sta per realizzarsi. L'apparizione di una nave misteriosa segna l'inizio di un'ondata di violenza che scuote la città fino alla sua distruzione. Sette personaggi ne raccontano gli ultimi eventi con punti di vista diversi. Ciò che li accomuna è il loro rapporto con Tomàs, un ragazzo scomparso all'improvviso proprio dopo l'apparizione della nave. Tomàs è il tassello mancante di una trama che vede coinvolti il passato dell'autocrate e l'organizzazione dei suoi oppositori. Sullo sfondo, una storia d'amore perduto dai risvolti inquietanti...

lunedì 13 febbraio 2017

Marco Masini - Spostato di un secondo - Sanremo 2017

Kong: Skull Island, immagini inedite in un nuovo, spettacolare spot - BadTaste.it

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Francesco Gabbani, l’amore si chiama Dalila Iardella il suo Occidentali’s Karma – Tvzap

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Grammy, Adele trionfa nella notte dei tributi e omaggia (la rivale) Beyoncé - Corriere.it

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Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto a cura di Stefano Donno. Prefazione a cura di Enrica Perucchietti (iQdB Edizioni di Stefano Donno)



«La maggior parte dei documenti su Ermete Trismegisto sono di carattere oscuro, accessibili soltanto agli iniziati. […] Dietro il vero iniziato c’è una persona che ha compiuto durissimi sforzi, che ha superato prove di volontà e fatiche spirituali. L’esoterismo non è per niente l’avaro occultamento di tesori materiali che sarebbero altrimenti alla portata di chiunque. Chi davvero vuole questo tesoro, chi si eleva con tenace costanza fino all’altezza alla quale lo attende a porte spalancate il Tempio della Sapienza, solo costui può avere accesso al santuario». (Maria Szepes, Il Leone Rosso)

“Quando l’amico Stefano Donno mi ha chiamato per chiedermi di scrivere la prefazione del presente saggio, stavo rileggendo, a distanza di anni, Il Leone rosso, il romanzo esoterico di Maria Szepes. Sincronicità volle che la sera stessa incappassi nella parte in cui Hans ascolta, spiando di nascosto il maestro alchimista Rochard, un dialogo tra questi e l’amico Bahr. Il dialogo in questione si concentra proprio sulla Tavola Smeraldina e sull’interpretazione che da secoli gli iniziati cercano di carpire alle sibilline parole della Tabula. Caso volle che avessi ripreso in mano il libro dopo una conversazione avuta qualche giorno prima con un altro amico: rileggendo le parole di Szepes su Ermete Trismegisto non potei che sorridere e accettare di cuore di curare questa breve prefazione. Pungolata dalla sincronicità, decisi anche che avrei inserito alcune citazioni del libro. Nel passo citato, il medico e alchimista Rochard spiega allo scettico Bahr, che verrà poco dopo guarito grazie al Lapis e finirà per credere ciecamente in quei principii che negava e derideva, che «La rivelazione di Ermete Trismegisto racchiude in sé allo stesso modo i segreti più profondi della creazione, quali l’essenza delle forze che costituiscono i mondi trascendenti, le cosiddette regioni astrali. Ma oltre a questo designa anche l’alchimia nel senso stretto del termine, il cuore segreto dell’alchimia, la formula spirituale della preparazione dell’Elisir di Vita». L’anziano iniziato prosegue sottolineando come il fascino della Tabula non risieda soltanto nel suo contenuto, ma anche nella struttura «perché nasconde in sé la prova il cui superamento digrossa lo spirito, rendendolo maturo per accogliere la soluzione dell’enigma». Donno ci spiega proprio come vadano interpretati il contenuto e la struttura della Tabula, analizzando passo a passo i suoi corollari e offrendo una illuminante e preziosa spiegazione che sarà certamente utile per l’iniziato quanto per colui che si avvicini per la prima volta a questo genere di tematiche. Sullo sfondo il suo leggendario autore, Ermete Trismegisto.” (dalla prefazione di Enrica Perucchietti)

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