Stefano Donno on twitter

martedì 31 marzo 2009

Valery Koshlyakov alla Fondazione Volume

La Fondazione Volume!, in concomitanza con la fiera The Road to Contemporary Art di Roma, presenta un progetto speciale di Valery Koshlyakov, scultore tra i più rappresentativi dell’arte contemporanea russa che, per l’occasione, realizza un percorso installativo ed architettonico impostato su un equilibrato rapporto tra antichità, modernità e immaginazione.

La mostra, curata da Claudia Gioia, sarà accompagnata da un catalogo in italiano e inglese con testi di Viktor Misiano, Mikhail Dmitreiv, Franco Purini e dello stesso artista.

In occasione dell’ intervento di Valery Koshlyakov in via San Francesco di Sales 86/88, la Fondazione Volume! inaugura un nuovo spazio espositivo nella sede dei suoi uffici in via Santa Maria dell’Anima 15.
In coerenza con l’identità della Fondazione, la nuova vetrina si pone quale luogo cerniera con lo storico spazio. L’intento è quella di offrire all’artista un ulteriore cornice al suo lavoro, con la possibilità di mostrarne le diverse
prospettive.


Da venerdì 3 aprile 2009 a venerdì 15 maggio 2009
Fondazione Volume!, Via San Francesco di Sales 86-88, Rome, Italy

Info

Telefono: 066892431
E-mail: press@fondazionevolume.com

lunedì 30 marzo 2009

Mariana Ferratto, Inside # 4- Nascondino

MARIANA FERRATTO

INSIDE #4 - Nascondino

The Gallery Apart - Roma - Via della Barchetta, 11

Inaugurazione: 3 aprile 2009 ore 20,00


Il vernissage della mostra è parte integrante del Freaky Friday organizzato in occasione della seconda edizione di ROMA – The Road to Contemporary Art.


Per il quarto appuntamento INSIDE, The Gallery Apart propone nella sua sede di via della Barchetta 11 la videoanimazione Nascondino, ultimo lavoro di Mariana Ferratto che si affianca alla videoinstallazione I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario, contemporaneamente in mostra presso la Fondazione Adriano Olivetti di Roma.

Anche in questo caso si tratta di una prima volta. Così come ne I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario l’artista, finora sempre impegnata nella realizzazione di video che la vedevano attrice protagonista, esordisce nel ruolo di regista lavorando con una troupe e con altri attori, con Nascondino Mariana Ferratto si cimenta per la prima volta con la tecnica della videoanimazione, proponendoci una storia breve ed eterea che al primo impatto produce un cortocircuito tra lo spessore del lavoro di produzione, che comporta centinaia e centinaia di disegni a formare pochi secondi di movimento, e la levità dell’immagine restituita.

Con una resa volutamente primaria e quasi infantile nel tratto, a sottolineare l’essenzialità della materia trattata, Ferratto torna su problematiche tipiche della sua poetica, riconducibili fondamentalmente all’identità di genere e ai rapporti interpersonali, in questo caso alla relazione tra uomo e donna.

Le immagini, nel contempo esplicite e misteriose, coltivano il dubbio e l’ambiguità, nell’intento da una parte di rendere il punto di vista dell’artista e dall’altra di rappresentare per lo spettatore una base di lancio dei propri pensieri e delle proprie visioni. Pochi secondi per affermare l’immagine complessa di relazioni fondate sulla complementarietà, sulla dipendenza, sulla competizione, sulla sopraffazione, sull’amore e sul dolore, poi l’artista lascia il campo ai sogni e agli incubi di ciascuno.

Mike Samaniego ha composto la colonna sonora originale del video, una libera reinterpretazione dell’aria di Papageno de Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart.

Inside #4 - Nascondino - Mariana Ferratto

da venerdì 3 aprile 2009 a lunedì 4 maggio 2009
Luogo: The Gallery Apart Via della Barchetta 11 - Roma, Italy

Telefono: 0668809863
E-mail: info@thegalleryapart.it

Inversi sentieri di Dino Lorusso (Altrimedia edizioni, 2009)

A Massimo, postino del poeta

In un cielo triste di settembre
Il volto abbronzato di fatica
Di un figlio d’ignoranti pescatori
Rivedo, con le lacrime in coda
E malinconiche vicende
Che riempiono il cuore di poesia
Rivivono per ravvivare il ricordo.

Termina la scena in bianco e nero
Tra le parole sbattute
Su una barca di infinita tenerezza
Grazie, per le metafore ingenue


Dino Lorusso, Inversi Sentieri, Altrimedia edizioni, pp. 64 euro 8,00

Ogni poesia di Dino Lorusso, sa raccogliere colori, odori, umori, amori, in un modo che il suo vissuto diventi tracciato biografico di un sentire universale, e la Poesia può trovare allocativamente la sua dimora in maniera consona. Maggiormente egli predilige la prosa poetica, e il suo modo per versi mai ridondante, quanto piuttosto misurato, e comunque elegante, parla di oggetti, eventi, sensazioni, dove il narrare stesso è ricerca di verità, di continui resoconti del proprio vissuto, per poi divenire pausa e silenzio, trampolino di slanci per gettarsi nel mondo, viverlo, gustarlo, e farlo diventare combustibile per un rogo dove il cattivo gusto dell’odierno mondo d’oggi lascia il posto alla cenere dell’oblio.

domenica 29 marzo 2009

Cluck Close: il paradosso dell’arte realista di Maria Beatrice Protino


L’opera di Chuck Close, al pari di quella di Andy Warhol o di Roy Lichtenstein, è senz’altro una della manifestazioni più significative della figurazione realista americana dagli anni sessanta al oggi.
Chuck Close nasce nel 1940 a Monroe, nello stato di Washington.
Fin dagli esordi nel campo della pittura, alla fine degli Anni ’60, dipinge ritratti di dimensioni colossali ponendo in essere un procedimento estremamente lungo e complesso: dapprima l'artista scatta molte fotografie polaroid dello stesso soggetto, quindi scompone ogni foto riportandola sulla tela per mezzo di reticoli. L'utilizzo della griglia gli consente, quindi, di aumentare moltissimo le dimensioni dell'immagine, mantenendo allo stesso tempo intatta la somiglianza, che, anzi, viene acuita dalla nitidezza quasi maniacale nella resa dei particolari (si possono addirittura contare i peli della barba e vedere i pori della pelle). Si tratta evidentemente di un procedimento estremamente lungo e faticoso, che porta l'artista ad impiegare vari mesi per realizzare una sola opera.
Alla ricerca di inaspettati effetti, impiega decine e decine di tecniche diverse - dalla vasta gamma di tecniche riproduttive incisorie, quali litografie, serigrafie, cera molle, acquatinte, mezzetinte, all'arazzo, al mosaico, al ricamo a mano, al pastello. L'artista - per alcuni da ritenersi quasi il precursore della pittura digitale - in questi passaggi filtra rigorosamente il suo studio sulla figura approdando a risultati che proprio la metodicità del suo fare rende simili agli effetti del digitale, il cui avvicinamento testimonia quanto le sue immagini siano radicate in strutture di pensiero e di azione fortemente disciplinate.
In realtà, come sottolineato da molti critici (si pensi al saggio sull’estetica di C. di Robert Storr, scritto in occasione della mostra antologica dell’artista al Museum of Modern Art di New York), non si tratta di un pittore fotorealista: per lui il realismo non è il fine, ma un passaggio obbligato per fornire un’analisi linguistica che risponde a delle precise leggi scientifiche.
Si pensi, infatti, a C. che, ancora studente, rimane colpito dai dipinti di Pollock, dal modo di pensare di chi faceva Action Painting (più che dal modo di dipingere): il dripping (il fare sgocciolare il colore sulla tela), infatti, è affascinante nel suo farsi, in quanto prende corpo attraverso una sorta di griglia gestuale che può essere ripetuta con metodologia scientifica, addirittura oggettiva, sostituendo così l’ispirazione con la tecnica.
Ecco, dunque, i suoi famosi ritratti: oggettivi e impersonali perché manca la partecipazione di chi li esegue, realisti perché pongono l’accento sul rapporto tra l’autore e il mondo esterno, eppure paradossalmente privi di interpretazione da parte dell’autore, che fa un uso esclusivamente strumentale della realtà riprodotta sulla tela, scavalcando le tematiche psicanalitiche o di certa critica d’arte per cui non può esistere un’arte oggettiva.


L’opera di Chuck Close è una delle più importanti manifestazioni della figurazione realista americana degli ultimi 40 anni. Molti critici sottolineano il paradosso della sua estetica oggettiva, realizzata con metodologia scientifica
.



C. racconta di aver letto di un’intervista pubblicata sul New York Times relativa a de Kooning (insieme a Pollock ritenuto fondatore dell’espressionismo astratto americano), dove l’intervistatore diceva a de K. che l’unica cosa che proprio non si può più fare in arte sono i ritratti, e che lui gli aveva risposto: “Già. Ma non puoi neanche fare a meno di farne”. Allora C. ricorda di aver pensato: “Vaffanculo. Troverò il modo di farlo”.

Corpi d'arco sulla settima stella

Associazione APE Gabriele Toma e Comune di Racale

Presentano

CORPI D’ARCO SULLA SETTIMA STELLA

Francesco Del Prete e Maria Pia Romano

Domenica 5 aprile ore 19 presso I Giardini del Sole, Piazza Beltrame, Racale, Lecce

Serata all’insegna della musica e della poesia a Racale dove domenica 5 aprile presso I Giardini del Sole, in piazza Beltrame, alle 19 Maria Pia Romano presenterà il suo libro “La settima stella (miscuglio di seme di sesamo e riso), Besa, accompagnata dalla chitarra di Giuseppe Napoli, e a seguire Francesco Del Prete presenterà il suo cd “Corpi D’Arco”.
L’evento è organizzato dall’Associazione APE Gabriele Toma di Racale. Presenta Rita Santantonio, direttrice dell’Associazione, interviene Walter Spennato, direttore del Kube Spazioletterario di Gallipoli.

“LA SETTIMA STELLA” è una raccolta di poesie e pensieri divisa in tre parti: la prima, con l’occhio liquido a Sud, racchiude poesie geograficamente e intimamente ambientate a Sud, nella sfrenata solarità del cielo e le trasparenze del mare, tra pietre di case e scirocco da deglutire. La seconda, danze d’acqua sulla vita, racchiude le vite degli altri: l’uomo senza libri, il collezionista di chitarre, il mercante di racconti, clown di circhi immaginari e cavalieri tristi. La terza parla di amori liquidi, vissuti sulla pelle e, a volte, sulla carta. Tre prose poetiche sono le ideali cuciture di queste parti: la donna che apparteneva alle cento pietre, la donna che non aveva mai avuto vent’anni, la donna che non voleva chiudere il cerchio. Il libro termina con un postscriptum sotto il livello del mare. Ogni sezione si apre con una citazione letteraria e una musicale, una sorta di colonna sonora per la lettura presa da myspace.
“Troviamo in queste poesie echi che rinviano ad immagini e volti diluiti nei tempi dell’incomprensione, dei silenzi meridionali, delle amicizie perdute. Quei silenzi, che sono urla, fratture e distanze, ritroviamo accomunati nella vernice di una pittura o nel suono dei versi.”, scrive Giovanni Invitto.

“CORPI D’ARCO” è l’innovativo lavoro che segna il debutto discografico da solista di Francesco Del Prete, primo violino della Grande Orchestra della Notte della
Taranta: quattordici tracce in cui archetto e violino si lasciano prendere per mano da loop machine e pedaliera, per scoprire tutte le inaspettate emozioni che un violino può regalare. Il cd uscito ufficialmente a fine 2008, sta ottenendo i consensi della critica e del pubblico.
“Corpi D’Arco nasce dall’esigenza e dalla voglia di superare quello stereotipo, ormai radicato, che identifica il violino come uno strumento ad utilizzo prettamente melodico. Esso rappresenta un lungo percorso intriso di improvvisazioni e arrangiamenti, che si rincorrono l’un l’altro, fino a diventare due entità interdipendenti, dove l’una richiama l’altra e l’altra ricama attorno all’una.”, sottolinea Francesco Del Prete.
Uno spettacolo innovativo, in cui il volino D&H a 5 corde francese utilizzato in ogni passo dell’esibizione sarà accompagnato da loop machine e pedaliera multieffetto.
Ed ecco che i colpi d’arco diventano corpi d’arco ed un normale violinista diventa bassista, chitarrista, percussionista… nella costruzione di brani originali.


Organizzatore : Rita Santantonio

domenica 5 aprile 2009
Ora: 19.00 - 21.30
Giardini del Sole
Piazza Beltrame
Racale, Italy

Telefono: 3391221806
E-mail: redazione@nightchannel.it

sabato 28 marzo 2009

Domani su Ombra del Riformista

Domani su Ombra, la domenica del Riformista

Una questione di Testa (Annamaria) di Tonia Mastrobuoni
Raffaele Fiengo, 40 anni di lotta e di Corriere di Alberto Alfredo Tristano
Al gaio intelletto piace “Amici” e le defilippiche di Luca mastrantonio
Parwin Mushthal, la sventura di essere donna in Afghanistan di Emanuele Giordana
Le memorie di Lanzmann, Dall’olocausto alla de Beauvoir di Guido Vitiello

e le rubriche

Fulvia La Riformata di Fulvio Abbate
La Zona Cieca di Chiara Gamberale
Le strisce di Stefano Disegni

2.0: EVOLUZIONE PER L'IMPRESA INNOVATIVA

Non siamo 'La Settimana Enigmistica' e non ti proponiamo un rebus. Ci limitiamo a farti una domanda: tu hai compreso davvero cos’è il Web 2.0? C’è già chi parla di Web 3.0 e moltissime persone che si occupano di comunicazione, business, pubbliche relazioni e creatività ancora non hanno chiaro che cosa indichi l’espressione esoterica Web 2.0.
Per questo motivo, Siris Media Factory ha organizzato sul tema, martedì 31 marzo, un evento, per conto di Assintel e Asseprim, associazioni legate a Confcommercio, a cui è possibile iscriversi on line su http://www.duepunto0.it (l'ingresso è gratuito). Non un’adunata fumosa di guru che parlano un linguaggio incomprensibile. E’ piuttosto un incontro in cui i relatori daranno spiegazione concreta dello scenario e delle implicazioni che il Web 2.0 comporta dal punto di vista sociale e del mercato. Da Google ad Adobe, da Burson & Marsteller a SAP, interverranno vertici di aziende che, il Web 2.0, lo stanno praticando con efficacia e profitto.
Ecco il programma della giornata:

# ore 8.45
REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

# 9.15
SALUTO DI BENVENUTO
Umberto Bellini (Presidente Asseprim) e Giorgio Rapari (Presidente Assintel)

# 9.40
ENTERPRISE 2.0 NELLE IMPRESE ITALIANE: SCENARIO, TREND, OPPORTUNITÀ
Alfredo Gatti (Managing Partner Nextvalue)

# 10.10
PRENDIAMO LE MISURE: STORIE DI SUCCESSO DEL NUOVO WEB 2.0
Paolo Spada (Amministratore Delegato Siris Media Factory)

# 10.40
L'ENGAGEMENT DI CLIENTI, PARTNER E DIPENDENTI PER UN'IMPRESA PIÙ COMPETITIVA
Giuseppe Verrini (Amministratore Delegato Adobe Systems Italia)

# 11.05
OLTRE FACEBOOK: DALLA RELAZIONE ALLA NARRAZIONE
Giuseppe Genna (Mondadori, Vanity Fair)

# 11.20
COFFEE BREAK

# 11.45
L’IMPRESA 2.0: IL CASO WIKISAP
Augusto Abbarchi (Amministratore Delegato SAP Italia)

# 12.05
COME CALCOLARE, SOSTENERE E PROMUOVERE LA REPUTAZIONE ONLINE
Tommaso Valle (Managing Director Burson and Marsteller)

# 12.30
GOOGLE E YOUTUBE: L’ORIZZONTE FUTURO
Massimiliano Magrini (Country Manager Google Italia)


SIRIS media factory

martedì 31 marzo 2009
Palazzo Castiglioni - Sala: Orlando
Corso Venezia 49
Milano, Italy

Telefono: 0276020405
E-mail: asseprim@unione.milano.it

Omega Poetico (Ovvero sa di spine sulla lingua, il segno VERO della Poesia) di Irene Leo

Ho qui sullo stomaco una sorta di anello di metallo, che stringe, stringe forte. Mi serve per tenermi dentro i pensieri e le parole che potrebbero scagliarsi contro enormi muri di gomma, in maniera spaventosa, storpiandoli. Mi sto spogliando di veli e rime, mi sto spogliando di ogni orpello, e di maschere mai avute, fino all’osso, alla polpa interna del mio sentire che brucia forte a volte, e non c’è digestivo che tenga. No non c’è. C’è così tanto oro attorno e suppellettili di avorio di ferro di legno pregiato, che quasi si dilegua poi il volto reale delle cose, dietro magnifiche ombre barocche. Mi stride forte nelle orecchie, è una nota diesis fuori controllo che le armonie non le conosce affatto, o quantomeno finge di conoscerle. E’ una musica densa ed inquinante come il petrolio questa che vorrebbe vestirsi di sinfonia. Soffoco, soffoco nel cuscino di una radice che vorrebbe mettermi all’angolo, ma nei miei limiti sono assoluta, tremendamente, e combatto contro mulini a vento che non mutano di direzione. Sono così piccola quaggiù, nelle mani mi porto l’indispensabile, uno stralcio di verità, che probabilmente a nessuno può interessare. Troppo semplice la mia dinamica del gioco all’apparenza, perchè io non gioco, non ho mai giocato con le anime che ci credono nel viaggio, non l’ho mai fatto. Ma accade, accade ancora che tutto l’amore venga visto come un qualcosa che altri additano con occhi sporchi. Ho sempre solo amato, non ho mai odiato nessuno, nemmeno chi mi ha spezzato deliberatamente. Ma ho visto cose tremende che non potrei descrivere, ho visto tanta finzione voluta e senza buona fede, fino a che non mi sono imbattuta in una rivelazione. La mia stanchezza o inerzia, stanchezza del mondo, di questo business che brucia i colori delle cose, e che appella col nome di Poesia cento cose buttate là che fanno quantità di pagine.
Ho avuto la mia rivelazione, ma non salvifica stavolta bensì maligna e crudele, mentre il sole mi brillava nelle orecchie ed il silenzio era intorbidito da un gallo fuori tempo che cantava per tre volte.
Nessuna smentita.
Non volevo, non volevo affatto aprire gli occhi, poi è avvenuto, e la farfalla si è lasciata morire sugli scogli.
Ora lo so, so che Poesia è morta. L’ho vista piangere in un alba rossa di fuoco, mentre declinava il capo avvilita. Pochi prescelti ascoltano la sua verità e la portano in braccio, altri ne fanno triste bandiera. Ora che anche io sono un po’ morta con lei, chiedo di rinascere bruco, per andare a cercarla nei luoghi più bassi, nel carbone più nero dei semplici, tra le carte gialle di una dimenticanza, o negli scaffali di una mensola buia, nella coerenza di chi non ha mezzi termini, e nelle parole più spigolose e graffiate. Nel boccaccetto del sale unto di olio, e di vita, tra le calze distrutte di un uomo, che ha messo le sue scarpe al sole nei pressi della strada più ricca, nella pioggia, sì nella piogga acida di una vendetta di madre, nel buio che avvolge tra le lenzuola il sonno la notte, respirandosi addosso. Sarò così in basso, che sotto di me sentirò solo l’inferno, incalzare, sarò così strisciante che le mie costole saranno orizzonti a metà, si la cercherò in tutti gli angoli disprezzati. Lascerò ad altri il gusto del volo e la sua leggiadra bellezza vacante. La seguirò ovunque mi chiamerà…seguirò solo la sua voce.
Non fermatemi.
Sto cercandomi.
Sto cercandola.
Non fermatela.
E’ solo Poesia, ma ben presto tornerà ancora, e si farà carne. La vedo, la vedo quasi che “si torce al riflesso di un miraggio /insegna la favola più antica”.

venerdì 27 marzo 2009

Lo Yoga della Mente di Fred Alan Wolf (Macro edizioni)

Da qualche tempo seguo con una certa regolarità una serie di pubblicazioni che hanno messaggi sicuramente molto forti, e che nel campo dell’auto-aiuto danno un contributo notevole. Alcuni titoli che mi sento di indicare sono Miracoli di Stuart Wild, The Key di Joe Vitale e non per ultimo Lo Yoga della Mente del dott. “Quanto” Fred Alan Wolf per i tipi di Macro Edizioni. Il volume descrive come il pensiero possa produrre non solo eventi, ma attirare particolari condizioni di esistenza e dirigere il corso degli eventi. Non si tratta certo di saggi che riguardano la magia o la stregoneria, né hanno a che fare con qualsivoglia branca della letteratura esoterica e quindi cerimoniali o cose del genere. Per sommi capi (alla base la cosiddetta Legge d’Attrazione) vengono fusi con un approccio olistico, Fisica Quantistica, Tantra Yoga, bioenergetica e meditazione trascendentale. Ed ecco che come in uno splendido mosaico, i tasselli trovano ordinatamente il loro posto passando in rassegna Teoria della relatività speciale di Albert Einstein e lo Yoga di Patanjali. Ad ogni modo una lettura singolare e affascinante

A Fior di Pelle alla GC.AC di Monfalcone

L’esposizione, curata da Andrea Bruciati in collaborazione con Alice Ginaldi e Maria Beatrice Giorio presenta una scelta di lavori provenienti dalla collezione di disegni della Galleria selezionati attraverso un percorso che indaga il nuovo, l’inaspettato e l’originale.
L’idea nasce dalla volontà di rendere itineranti e sempre visibili al pubblico le opere della collezione esponendole all’interno dei diversi spazi espositivi del Comune di Monfalcone, e di proporre chiavi di lettura diverse, a diretto contatto con l’arte di questi ultimi anni.
In un’epoca in cui i supporti digitali sembrano sostituirsi ad ogni altro medium, la materia cartacea assume un nuovo significato, quasi euristico, che porta l’artista a recuperare non soltanto un materiale scontato, ma anche una nuova percezione della sua attività creativa.

A fior di pelle presenta opere di 5 artisti eterogenei, David Casini, Francesco De Grandi, Dacia Manto, Norma Jeane e Sissi.
La pelle come la carta è l’involucro della sostanza, l’organo attraverso cui il nostro corpo comunica con l’esterno e, ugualmente, attraverso cui il disegno si esprime.
Nelle opere presentate l’intuizione artistica nasce e si sviluppa attraverso formati mai eccessivamente sovradimensionati, quasi l’intimità del processo creativo esigesse una superficie altrettanto rarefatta, delimitata, e assolutamente confidenziale, come la pelle di un corpo conosciuto, il proprio, ma ugualmente quello dell’altro, tante volte scrutato e ripercorso. Il supporto cartaceo diventa un medium indispensabile attraverso cui stabilire un contatto tattile, corporeo, sensuale; il segno grafico si fa largo sul candore di una superficie mai prima intaccata, e tesse trame e intrecci con una sicurezza da tatuatore

GC.AC Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone

dal 28 marzo 2009 al 3 maggio 2009 alle ore 19.00

Luogo: DEPOT GC. AC
c/o Palazzetto Veneto, via Sant'Ambrogio 12
Monfalcone, Italy

Telefono: 390481494360
E-mail: galleria@comune.monfalcone.go.it

giovedì 26 marzo 2009

Qui, se mai verrai al Politeama Greco di Lecce

Associazione Culturale
Fondo Verri
Presidio del libro di Lecce


La poesia odora / è poesia da tutte le parti
ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo / quei sogni accorti che ti racconto
Antonio L. Verri

Viviamo in un incantesimo, / tra palazzi di tufo, / in una grande pianura
Vittorio Bodini


Il Fondo Verri è lieto di invitarvi alla replica leccese di “Qui, se mai verrai. Il Salento dei poeti” concerto-recital dedicato al Salento e ai suoi poeti, che avrà luogo il 2 aprile al Teatro Politeama Greco di Lecce, dalle ore 21.00.

Un concerto di suoni e di voci, un omaggio alla poesia e ai poeti del Salento: Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D'Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma, Antonio L. Verri con i loro versi fanno la traccia, segnano l'itinerario di una visita che racconta la bellezza dei luoghi. Le gioie, le malinconie, i rumori, i silenzi. Una geografia ideale, un tessitura di parole che trova nelle voci di Piero Rapanà, Simone Giorgino e Angela De Gaetano il giusto passo recitativo. E nei suoni degli Adria – Claudio Prima organetto e voce Maria Mazzotta, voce; Redi Hasa, violoncello; Emanuele Coluccia, sax tenore e soprano – l'impatto e la forza suggestiva.
L'opera è composta di due sezioni. Una ampiamente rivolta a Lecce l'altra al Salento con versi dedicati ad Acaya, a Roca, a Martano, a Otranto, a Castro, a Poggiardo, a Palmariggi, a Vitigliano, a Cocumola, a Porto Badisco, a S. Maria di Leuca e a Gallipoli.


Si accede per invito

Gli inviti sono disponibili e possono essere ritirati nella sede dell' Associazione Culturale Fondo Verri, in Via S.Maria del Paradiso 8 Lecce, Telefax: 0832.304522 Mobile: 333.3679640
e.mail: fondoverri@tiscali.it

Marthia Carrozzo, Pelle alla pelle, LietoColle collana Delta di Venere (09)

Marthia Carrozzo, è una poetessa che ha già superato la dimensione dell’esordio. L’ha fatto con Utero di Luna edito da Besa dove ha forgiato con il suo respiro e la sua forza un verso che si spinge a connotare ogni gesto e movimento del corpo e dell’anima. Utero di Luna è stato un titolo misterico, che mischiava all’ancestralità del sentire naturale, matrice delle forme universe, la condizione d’un femminile che cerca e chiede ascolto, una sovradimensione del ritmo e del respiro, attraversata dalla luce, dal kaos e capace di ri-fare versi, in nuove forme, forse in dimensioni altre.
Ora la poetessa, pubblica per i tipi di LietoColle nella collana Delta di Venere, un’interessante raccolta di versi dal titolo Pelle a Pelle. Ogni poesia, è un canto sottile, ammaliante, dolcissimo a volte, altre forte come un’onda impetuosa di mare, o come il nostro vento di tramontana, che sa raccogliere in grembo colori, odori, umori, amori, in un modo che il suo vissuto diventi tracciato biografico di un sentire universale, sublimandosi in un’estasi per versi dove la Poesia, e in questo caso dandole la P maiuscola la connotiamo in tutta la sua sacralità, trova la sua dimora più consona, ideale per far fiorire in più di qualche occasione una prosa poetica delicatissima, dove oggetti, eventi, sensazioni, il narrare stesso non sono solo narcisismo della parola, ma ricerca di verità, continui resoconti del proprio vissuto, per poi divenire pausa e silenzio, trampolino di slanci per gettarsi nel mondo, viverlo, gustarlo. Tracciati di pelle e gola, e sudore, riempiono le pagine di Pelle alla pelle, perennemente in bilico tra il senso dell’oblio e la ricerca di un’identità corporea, sciolta e ricomposta incessantemente dalla parola, quasi in un’estasi orgasmica che brucia i ricordi, gli attimi, i non-detti, che solo il gesto orgasmico, per l’appunto, è in grado di realizzare, architettare. I versi di quest’opera costruiscono “more geometrico” un dialogo multi-dermico che scavalca la dimensione dell’erotismo stesso, e si occupano, accudiscono con grande raffinatezza, dei lati del corpo, della bocca, dei corpi e del loro percepirsi, e di infinite carezze dolci come il miele, talvolta letali come fiele. “Non lasciarmi . Non lasciarmi, non lasciarmi ora. Non lasciarmi, ancora. Non darmi cenerentola inferma all’invito del mondo. Ho emesso suoni di me, raccolto e accolto, ho rimbeccato, ho dato mie gambe smagrite nel ballo del mondo”. Marthia Carrozzo fondamentalmente in questo suo lavoro ci racconta una storia. E’ la storia di una relazione. Ogni relazione incomincia con un incontro. Un pò alla volta ci si rende conto che si sta bene insieme, che si prova interesse l’un l’altro e si è pronti a rivelare qualcosa di sè. Tutto ha inizio con un incontro, un leggersi, un sorriso, una parola. Dopo i primi momenti, si sviluppa un sentimento di attrazione che rende felici. E’ il momento dell’innamoramento. Progressivamente emerge una realtà nuova: il noi, la coppia. A mano a mano che ci si conosce meglio, è probabile che ci si partecipi l’un l’altro del proprio mondo interiore dei propri sentimenti. E’ scelta gioiosa, entusiasmante, ma anche dura. E’ l’incontro di due storie diverse, di tanti vissuti gestiti altrove, ma poi convergenti in un tenero abbraccio. Ciascuno ha i suoi interessi, le sue idee; di qui viene la ricchezza dell’incontro. Ognuno deve rispettare la soggettività dell’altro e aiutarlo a realizzare se stesso.
Il rapporto a due diviene così scelta di stare insieme, di camminare lungo i sentieri dello spazio e del tempo, di costruire una realtà nuova. Ed è l’amore. Questo in fondo racconta Marthia Carrozzo. Della sua storia d’amore per la Poesia. Scrive Gabriella Rusticali nell’introduzione al libro: "Pelle alla pelle" giunge alla consapevolezza di Marthia Carrozzo e del suo lavoro per la voce, dove la ridondanza supera l'allitterazione e di­venta anche riverbero d'immagine. Questa poesia si stacca dalla parola ed entra nella totalità, nel periodare lungo e gonfio, nel sentire più forte e del corpo tutto” . Ma i suoi versi forse parlano già di per se. “E mi diede ciò che non si può rifiutare./E si prese ciò che non si può negare./Come la terra./Come la pioggia./Come terra non può rifiutare la pioggia./Delicata/presenza/di mare./Della stessa sostanza/quando viene sui fianchi sottili/a segnarne i contorni corallo,/a scucirli e bagnarli e mangiarne”.

rec. apparsa anche su Paese Nuovo

Marthia Carrozzo, Pelle alla pelle, LietoColle collana Delta di Venere, pp.82. Euro 13,00

Il nuovo cliente di Maria Beatrice Protino

Il nuovo cliente: nell’era della crisi anche il SESSO si prepara ad accogliere la recessione.


Con un ragionevole supplemento si può salire in camera, ma, coi tempi che corrono, uno sconto è d’obbligo.



si legge sull’homepage del sito del più famoso bordello d’Europa, dove, accanto all’immagine di una donna in abitino succinto e mutandine tirate e ferme alle caviglie, si consiglia di registrarsi e diventare soci VIP per accedere a mille offerte convenienti e .
In Europa sono centinaia di migliaia le prostitute cd. regolari, col libretto di lavoro al posto del giglio sulla spalla. Del resto, se in Italia siamo abituati alla prostituzione da strada o alla galassia delle escort dei cataloghi su Internet – dove la cornice si riduce semmai al numero di stelle dell’albergo -, nel resto del Vecchio Continente le cose vanno in modo decisamente diverso: in Austria le prostitute pagano un forfait del 20% tra tasse e contributi; in Germania le 400 mila prostitute regolari pagano al fisco il 30% dei guadagni e quindi godere dei servici sociali (sussidio di disoccupazione, tredicesima, assegni familiari, assistenza sanitaria, pensione); in Grecia e in Turchia sono sottoposte a controlli medici periodici; in Catalogna e nei paesi Baschi (Spagna) anche i bordelli sono stati legalizzati; in Danimarca addirittura vengono dati sussidi ai disabili che vanno con prostitute.
I bordelli Babylon rientrano nella gamma cd. alta ed esclusiva e si autodefiniscono - con parecchi dipendenti fra cuochi, camerieri, concierge e guardarobieri, oltre alle prostitute. Ma tanti sono in Europa le cd case di piacere: il Big Sister di Praga o l’Artemis di Berlino e ancora il Globe di Zurigo. Tra stanze arredate con lusso, in cui elefanti di legno fanno da braccioli e la Jacuzzi troneggia gigante, con un cliente che, per una serata completa, paga dai 350 euro in su, una ragazza riesce a incassare almeno 8 mila euro al mese con 2-3 clienti al giorno, mentre il locale ne incassa in media almeno 300 mila al mese e 2/3 milioni e mezzo all’anno – anche perché una grossa percentuale del fatturato viene dalle aziende che affittano l’intero bordello per le feste.
Eppure, come dimostrano i cartelloni pubblicitari presenti a Milano che fanno eco ai bordelli oltrefrontiera – era impensabile fare pubblicità a questi luoghi che si riempivano da soli con il passaparola -, c’è chi parla di crisi, di clienti quasi dimezzati e di un calo dei fatturati del 20/30% negli ultimi 2 anni.
Così, ad Amburgo, la città tedesca famosa per la Reeperbahn, la strada a luci rosse, una nota casa di appuntamento ha pensato di ricorrere ai saldi di fine stagione per mettere una pezza al periodo di recessione, ottenendo dei risultati a dir poco soddisfacenti. Ai clienti è stato offerto un pacchetto con una tariffa fissa di 38,50 euro per mezz'ora di sesso scegliendo in un bouquet di 8 prostitute, con maggiorazione di prezzo per servizi extra: come insegna Sasà, l’arte di arrangiarsi non conosce manette.

mercoledì 25 marzo 2009

Io sono un ariano. Monografia su Fabio Mauri (Volume!Edizioni/Lampi di Stampa)

Esce, a partire dal 26 marzo 2009 nelle principali librerie italiane la monografia edita da Volume! Edizioni e Lampi di Stampa su Fabio Mauri con introduzione di Achille Bonito Oliva.
Il volume avvolto in una particolare sovraccoperta racconta tutta l'opera artistica di Fabio Mauri ed è composto da ben 341 immagini
con 49 schede di testi e commento.
Tutte le immagini presenti sono impaginate al vivo a piena pagina e questo da la sensazione mentre si sfoglia il libro di entrare e immergersi fino in fondo nell'arte di Fabio Mauri e nella sua vita.
Una monografica unica quella su Fabio Mauri come mai erano state realizzate prima, un omaggio per celebrare l'importanza culturale
di un grande artista.


Info
E-mail: press@fondazionevolume.com

Laura Tedeschi ... allo specchio!

Ricevo e pubblico con piacere il dialogo con lo specchio di Laura Tedeschi. La Sfida, l'opera qui proposta, è una sua creazione


Sono nata nel 1968 a Rapallo, cresciuta ad Asiago e poi 16 anni fa trasferita a Vienna,dove curo il mio Atelier.
Il mio avvicinameto all’arte avviene da subito nell’ambiente familiare,grazie a mio padre, maestro impressionista. Da lui apprendo lo spirito dell’artista, le tecniche pittoriche, mi avvicino a grandi maestri, e non meno importante vivo a diretto contatto con il mercato dell’arte. Dedico anni e anni di silenzioso studio al disegno e seguendo il mio carattere sensibile ma solare sono portata fin da subito all’introspezione.
Dopo una „gavetta“ da disegnatrice, mi avvicino timidamente all’impressionismo arrivando all’espressionismo, stile che caratterizza la mia arte attuale.
Ho vissuto sempre a contatto con la natura e anche adesso che abito a Vienna il mio Studio é situato ai piedi del Wienerwald, sulle scie di Klimt e Schiele


Laura Tedeschi
www.lauratedeschiarte.blogspot.com
www.lauratedeschi.com

Il fenomeno Facebook

Un incontro aperto, nell’Università Roma Tre, per cominciare a studiare il significato e l’impatto di Facebook e interpretare la sua rapida crescita. Partecipano docenti (dalle comunicazioni di massa alla psicologia, all’estetica), studenti, giornalisti, imprese ICT.

Sono previste due sessioni successive:
a) Ore 15-17: l’impatto sociale di Facebook e ai suoi riflessi sulla sfera pubblica, con introduzione di Enrico Menduni (Università Roma Tre);
b) Ore 17-19: gli aspetti identitari, privati, personali di Facebook con particolare riferimento alla costruzione del sé e alle sue relazioni con gli altri, con una introduzione di Sebastiano Bagnara (Università di Sassari)
Le relazioni saranno brevi (20’) e seguite da interventi, informali, di 10’.

Partecipano: Alberto Abruzzese (Università Iulm, Milano), Raffaele Barberio (K4Biz), Sara Bentivegna (Università di Roma La Sapienza), Simona Biancalana (Università Roma Tre), Robert Castrucci (Isimm), Antonio Catolfi (Università per Stranieri, Perugia), Gianni Celata (Università di Roma La Sapienza), Giovanni Fiorentino (Università della Tuscia), Piero Gaffuri (RAI), Giampiero Gamaleri (Università Roma Tre), Marco Maria Gazzano (Università Roma Tre), Paolo Gentiloni (Deputato PD), Stefano Gorelli (Università della Tuscia), Carlo Infante (docente performing media), Enrico Manca (Fondazione Bordoni), Roberto Maragliano (Università Roma Tre), Alberto Marinelli (Università di Roma La Sapienza), Giovanna Melandri (deputata, responsabile cultura PD), Marco Mele (il Sole-24ore), Pietro Montani (Università di Roma La Sapienza), Lorenzo Mosca (Università Roma Tre), Edoardo Novelli (Università Roma Tre), Mauro Paissan (Autorità Garante Privacy), Antonio Palmieri (Deputato PDL), Mario Pireddu (Università Roma Tre), Marco Pratellesi (Corriere della sera), Luca Simeone (Design Athropologist - Vianet), Michele Sorice (LUISS), Stefano Santinelli (Microsoft), Vincenzo Susca (Sorbonne), Anna Lisa Tota (Università Roma Tre), Christian Uva (Università Roma Tre).

Il nostro punto di partenza è il Web 2.0, collocato in un crocevia fra la privatizzazione della sfera pubblica e la pubblicizzazione di quella privata, che sembra essere tipico delle società occidentali nella post-modernità. Il Web 2.0 con le sue grandi capacità di empowerment degli utenti/partecipanti/produttori e quindi con la crisi dei tradizionali mediatori (a cominciare dai media). I blog, i mondi virtuali come Second Life, YouTube, e complessivamente tutti i social network in tempi e modi diversi hanno interpretato il ruolo dei protagonisti su questo palcoscenico a più piani, tra vita privata-intima, relazioni sociali, marketing, sfera pubblica e politica. Oggi è Facebook, per complessi motivi che intendiamo indagare, che raccoglie attorno a sé il massimo dell’interesse, con una capacità di praticare tutti i livelli del palcoscenico, econ una capacità di replicazione virale e di adattamento alle varie sfaccettature della globalizzazione finora inedita.

La nostra speranza è che l’università, i centri di ricerca, l’informazione dedichino a questi fenomeni una attenzione adeguata, non superficiale o episodica; vogliamo cominciare a studiare insieme, collegando vari ambiti e varie discipline, costituendo un network, portando il nostro contributo.


Organizzatore:: Isimm e Università Roma Tre
mercoledì 25 marzo 2009
Ora: 15.00 - 19.00
Luogo: Aula Magna del Rettorato di Roma Tre
Indirizzo: Ostiense 159 (Metro Garbatella)
Città/Paese: Roma, Italy


Info

Telefono: 390632111676
E-mail: areaconvegni@simm.it

martedì 24 marzo 2009

Fototessere del delirio urbano, di Antonio Veneziani, Hacca (Macerata, 2009). Recensione di Nunzio Festa

Tasselli da un cronico cronista della periferia. Antonio Veneziani, che Hacca rimette 'sul mercato' attraverso la ristampa del suo Fototessere del delirio urbano, ha una dote che pochi hanno. Veneziani, sa restituire – in poco tempo fatto di scrittura – a lettrice e lettore la prova che la situazione che ha raccolto con l'occhio non è altro che una piccolezza sconvolgente. Un gesto, quello di Antonio Veneziani, che pochi possono permettersi e sanno d'avere. E un gesto, quello raccolto, che la letteratura solamente è sicura di poter ripetere o quasi. Fototessere del delirio inzuppate nella bellezza d'una prosa poetica più naturale che della natura. Infatti, l'autore (che non abbiam voglia alcuna di ripresentare) con facilità e amara gioia racconta. Parlando, con racconti brevi, della periferia della vita, delle sue vicinanze con miliardi di solitudini rese più appariscenti grazie al ricorso all'accostamento con scatti allo scrittore. Ci sono, nel volume, bocconi d'erotico. Vibrazioni di passione. Eppure si tratta della stessa penna che soffre e non vuole negarlo. Con lo stesso editore, non a caso, Veneziani aveva dato alle stampe il suo Cronista della solitudine. In quella altro angolino della vita grande dell'autore le somiglianze con questa “nuova” opera sono diverse. I piaceri dati da Veneziani sono dolori e viaggi fra drogati e omosessuali. Dove poi un cenno al corpo e all'interno del corpo offre quel battito più strepitoso. Questo dandy non-dandy della letteratura italiana ha il di più del grandissimo e puro. La critica, spesso, affianca il suo nome a quelli di 'una scuola romana' che altro non era che un gruppo di persone fisicamente più in contatto, e idealmente più pronte a condividere (almeno fra loro). Però le differenze fra Veneziani, Penna, Bellezza, Pasolini e così viam, sono tantissime. A questo punto, molto meglio tenere a mente dell'originalità sprigionata da ogni lettera e/o consonante del Veneziani.

Fototessere del delirio urbano, di Antonio Veneziani, Hacca (Macerata, 2009), pag. 126, euro 12.00.

70 OPERE D’ARTE CONTEMPORANEA PER ADISCO Lombardia

Sono 70 le opere che mercoledì 25 marzo, dalle ore 19.00 saranno battute in un’Asta a favore di ADISCO nella sede milanese di Sotheby’s, che anche per questa quarta edizione offre i suoi Spazi in via Broggi 19.
E’ grazie alla generosità di giovani artisti, di maestri già affermati, di numerosi galleristi di tendenza e dello staff di Sotheby's, capitanato da Filippo Lotti che batterà la seduta d'asta, che aderendo con entusiasmo all'iniziativa hanno reso possibile questa manifestazione benefica.
L'idea è quella di fare di questa asta in favore di ADISCO anche una interessante occasione per esplorare il panorama attuale dell’arte contemporanea, unendo opere di maestri come Gabrilele Basilico, Ugo La Pietra e Maria Mulas a quelle di giovani artisti come - tra gli altri – Marco Belfiore, Massimo Gurnari, Marcella Vanzo.
Tendenze post-pop e new folk, ricerche liriche e concettuali si allineano in una selezione energica e intrigante, che comprende Pittura e Fotografia, ma anche Disegno.
Non saranno richiesti i diritti d’Asta.

MISSIONE

I fondi raccolti dalla vendita delle opere d'arte saranno destinati ad ADISCO Lombardia per istituire borse di studio per biologi o tecnici che si occuperanno della messa a punto di nuove metodiche per il frazionamento del sangue placentare e della crioconservazione presso la Milano Cord Blood Bank e per l’acquisto di contenitori dedicati: tank ad azoto liquido dove le cellule sono conservate a –196 gradi per un tempo illimitato.

BREVE STORIA DI ADISCO

Il sangue “normale” a volte non basta: quando si parla di gravi malattie ematologiche, quali leucemie, linfomi, malattie ereditarie, la speranza di guarigione arriva dal sangue placentare, quello contenuto nel cordone ombelicale e nella placenta, ricchi di cellule staminali compatibili con un maggior numero di pazienti rispetto al trapianto del midollo osseo.
Per questa ragione nel 1995 è nata l’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale che ha come scopo principale quella di promuovere la donazione del cordone ombelicale, normalmente gettato dopo il parto.
Raccoglierlo significa invece avere la possibilità di ricostruire il midollo danneggiato attraverso l’utilizzo delle cellule staminali del cordone ombelicale, capaci di generare globuli rossi, bianchi e piastrine.
Una scoperta rivoluzionaria che ha dato origine in tutto il mondo alle banche di sangue placentare, tra le quali la Milano Cord Blood Bank, con circa 6.100 unità disponibili e 310 trapianti eseguiti sino ad ora, è una delle piu'importanti a livello mondiale.

ARTISTI

Piero Addis, Gabriele Amadori, Gabriele Basilico, Andy, Marco Belfiore, Berse, Sergio Borrino, Danilo Buccella, Daniela Cavallo, Mauro Ceolin, Marco Cerutti, Nicola Cioni, Martino Coppes, Giordano Curreri, Massimo Dalla Pola, Sabine Delafon, Raffaella Della Olga, Antonio De Luca, Lucio Del Pezzo, Florence Di Benedetto, Alexander Djikia, Nathalie Du Pasquier, El Rana, Eron, Jo Fabbri, Barbara Fässler, Enzo Forese, Giovanni Franzi, Gatto tdk, Giuliano Guatta, Massimo Gurnari, Eloisa Gobbo, Patrizia Guerresi Maimouna, Alberto Guidato, Debora Hirsch, Bobo Ivancich, Ugo La Pietra, Marco Lodola, Cesare Maestrelli Michot, Amedeo Martegani, Andrea Mastrovito, Antonella Mazzoni, Fulvia Mendini, Marzia Migliora, Valentina Morandi, Maria Mulas, Michela Muserra, Anna Muzi Falconi, Nadia Nava, Stéphanie Nava, Jorge Pedro Nunez, Tommaso Ottieri, Tom Porta, Luigi Presicce, Adele Prosdocimi, Elena Rapa, Antonio Riello, Michael Rotondi, Roberta Savelli, Samuel Sanfilippo, Massimo Soldati, Philippe Terrier-Hermann, Michele Tocca, TV BOY, Marcella Vanzo, Pieter von Balthasar, Lawrence Weiner, Andrea Zucchi

LE GALLERIE:
ALLEGRA RAVIZZA ART PROJECT, ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA, AREA B , ARTOPIA, CA DI FRA’, GALLERIA PAOLA COLOMBARI, RICCARDO CRESPI, GALLERIA MASSIMO DE CARLO, STUDIO GUENZANI, FOTOGRAFIA ITALIANA ARTE CONTEMPORANEA, LE CASE D’ARTE, LITTLE ITALY ART GALLERY, GALLERIA NINA LUMER, N.O. GALLERY, NOWHERE GALLERY, OTTO ZOO, GALLERIA RUBIN, GALLERIA LIA RUMMA, GALLERIA SPAZIO ARTE DUE, GALLERIA SPAZIOINMOSTRA, ZERO…

SI RINGRAZIANO:

Sotheby’s e Fiilppo Lotti
StartMilano e Pasquale Leccese
Apstudio e Aldo Premoli
Giancarlo Politi Editore e lo staff di Flash Art
Exibart e Massimiliano Tonelli
Germana Breda
Federica Ghizzoni
Silvia Ferri
Ginevra Benvenuti
Valentina Scuero
Livia Tavallini



Info:

Organizzatore:: Sotheby's
da martedì 24 marzo 2009 a mercoledì 25 marzo 2009
Luogo: Sotheby's
Indirizzo: Via Broggi 19, Milano
Telefono: 0270120481
E-mail: averna@apstudio.net

FEM DOM di Giorgio Santucci (Coniglio editore)

Due cari amici mi hanno regalato per il mio compleanno due splendidi regali, e quando dico splendidi parlo ovviamente di libri. Il primo è stato Howard Jacobson, Kallooki Nights, per i tipi di Cargo, e il secondo Fem Dom di Giorgio Santucci edito da Coniglio, uno dei più interessanti esponenti del fumetto italiano. Fem Dom, si presenta senza troppi peli sulla lingua, per farla breve è molto pulp, pure troppo. Di cosa si parla? A caratteri cubitali sull’ultima di copertina è scritto SESSO! ORRORE! MOTOCICLETTE! E tutto ciò ve lo assicuro viene mantenuto dalla prima all’ultima pagina. Al di là di considerazioni estetiche sul segno e la resa iconografica che l’arte di Santucci presenta al suo pubblico, decisa, mai banale, ricercata quando si tratta di lavorare sul corpo, visionaria quanto alla strutturazione e composizione delle sceneggiature, passa in rassegna una serie di personaggi femminili, quasi post-atomici, dotati dell’eccesso in fatto di dominazione sul sesso qualche millennio fa definito forte, amazzoni, poliziotte maschie, dotate di un appettito smisurato … anzi cannibalico! Una vera e propria enciclopedia in miniatura di cultura pulp, politicamente scorretta, radicale nel messaggio e nei tratti! Imperdibile!!!

FEM DOM
di Giorgio Santucci, Coniglio editore
ISBN 978-88-6063-145-9
17×24, B, 72 pp. € 12,00

Annamaria Ferramosca e il suo Curve di Livello a Lecce per Itinerario Rosa 09

Nell’ambito della rassegna
Itinerario rosa 2009 – percorsi al femminile

Città di Lecce, Assessorato alla cultura
Sala conferenze ex Conservatorio S. Anna ( Lecce)


giovedì 2 aprile 2009, ore 18
sarà ospite


Curve di livello,
MARSILIO editore, collana Elleffe, Lingue di poesia


di Annamaria Ferramosca



Letture dell’autrice - Interventi di Elisabetta Liguori e Bianca Madeccia

Al violoncello Antonio Cavallo, all’arpa Carmela Cataldo



Perché i segni realizzino il processo di traghettare il tempo, a non arrendersi di fronte alla storia dicendola impossibile o finita, occorre che la parola poetica recuperi questo suo compito attraverso la componente mitica; occorre che la poesia non smetta una sua tensione anche utopica a farsi mitopoiesi, a isolare cioè i personaggi che schiude, le dimensioni che rappresenta, presentandole con quel nitore che è proprio del mito, come figure che in qualche modo si consegnano alla nostra memoria. E questa mitopoiesi, come attraversamento e confronto con le culture e con la tradizione, è un tratto distintivo della poesia di Annamaria Ferramosca.”

(Marcello Carlino, “poiein.it”)

Annamaria Ferramosca ha saputo proporre con questa sua nuova, convincente opera poetica, “Curve di livello” uno scandaglio ampio e incisivo del mondo. Ha saputo oscillare con moto isocrono tra la concretezza dei dati di fatto dell’essere e quell’aspirazione, ugualmente solida, a crearsi una “mitologia del quotidiano Questo libro è un utile e ispirato “manuale di volo” da leggere prima, dopo e durante i tentativi di decollo e di atterraggio sui suoli sassosi del nostro tempo.”
(Ivano Mugnaini, vicoacitillo.net )



Chiudiamo il libro avendo attraversato la densità di un'esperienza certamente adulta, pagine nelle quali si assume su di sé il tempo e il suo portato di scenari con energia e leggerezza e che hanno dietro l'eco della grande poesia, da Leopardi a Saffo al già citato Rilke.” ( Maria Grazia Calandrone, “La Mosca di Milano” )


In questa raccolta i suggestivi graffiti di ipotetiche grotte di Lascaux “traghettano” il tempo come sulle pagine la scrittura, in un abbattimento di barriere spazio-temporali come solo la magica forza del poiein sa operare.
(Valeria Serofilli , motivazione Premio Astrolabio)

Curve di livello è finalista al Premio Camaiore 2007, è Primo Premio Astrolabio,

Città di Castrovillari-Pollino , Violetta di Soragna, finalista ai Premi Lerici Pea e Pascoli.

lunedì 23 marzo 2009

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario a Bologna dal 24 al 27 marzo 09

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata
Via Saragozza 32/a - Bologna


24 Marzo 2009 :: h. 21.30

Enduring Poetry, Simone Molinaroli e David Napolitano.
ENDURING POETRY di Simone Molinari, David Napolitano e Jacopo Andreini è un atto performativo nato tra il 2002 e il 2003 in cui la protagonista principale è la parola. La parola con il suo suono, il suo carico semantico, i suoi vuoti e le sue mancanze. Un reading dove i lettori più che agire sono agiti dalla parola e dal suo ritmo. Dove alla parola è restituita la dignità del respiro.


25 Marzo 2009 :: h. 19.30

Jacopo Andreini, Macabre danze di sagome bianche, Miraviglia editore – introduce Marco Nardini e Alessandra Maestrini
Un campo da tennis illuminato dalla luna, un uomo senza testa e uno scambio infinito al quale non ci si può sottrarre: è l’inizio fulminante di un romanzo e della sua genesi, di una costruzione incessante che batte più rapida dell’intenzione, più frastornante dei tasti e delle dita. È la storia di uno scrittore che vorrebbe governare la propria arte e rischia di caderne vittima, di una ragazza che scavalca i confini del racconto per salvare l’uomo nato dalle sue pagine, di una minaccia con il cappotto nero che li insegue alla ricerca di qualcosa che non è lecito svelare.


26 Marzo 2009 :: h. 19.30

Piero Pieri, Vaporidis in carcere, Fernandel – introduce Aurora Scudieri, letture di Alice Keller
Ben lontano dall'essere un libro sulla delinquenza e il disagio giovanile, Vaporidis in carcere è un romanzo di formazione in cui la sfida alla morte è una costante, sia in moto sia attraverso lo scarso rispetto della legge, fino alle estreme conseguenze dell'omicidio.


27 Marzo 2009 :: h. 21.30

Valentina Gaglione, Sul viso tutte le parole del tempo (Parole Sparse Edizoni)
Video Performance & Letture dal volume Sul viso tutte le parole del tempo



Info
sito web: myspace.com/zammu - malicuvata.wordpress.com
e-mail: zammu@tiscali.it – malicuvata@gmail.com

Per volontà di sinergia di Orodè

L’ass. cult. Fondo Verri di Lecce ospiterà una selezione di disegni e pitture di Orodè.

A proposito della pittura di Orodè scrive l’artista e critico Gian Ruggero Manzoni:
"Orodè si pone con un segno disperatamente poetico, testimone della fine di un’epoca. In un Occidente che precipita, stordendosi, danzando, avvelenandosi e guerreggiando, verso la catastrofe, il pittore e performer pugliese introduce una nota di tragico presagio e insieme ci regala il desiderio di eros, di vita, di passione, seppure le sue rasoiate e il suo continuo rapporto con l’oscuro, con la tenebra, con l’abisso. Quindi la sua diventa una drammatica avventura interpretata con lucida partecipazione al nostro tempo. La caduta è evidente, ma il rappresentato si muove in senso contrario rispetto a una decadenza estetizzante o a un freddo distacco, come possiamo vedere in molta pittura giovane. L’originalità di Orodè sta in tali componenti, in modo che il simbolo diventa parte integrante della figura e la malattia e la morte sono spesso trattate con una visione polarizzante. Nelle sue raffigurazioni, espressioniste e di getto, l’artista non vuole mostrare ciò che appare, infatti per lui è importante ciò che è lo "sguardo verso l’interno". Nei numerosi ritratti da lui eseguiti, Orodè riflette, in modo molto pregnante, una visione delle abitudini socio-culturali che alienano il mondo."


Da sabato 4 aprile 2009 a sabato 18 aprile 2009
Fondo Verri
via Santa Maria del Paradiso, 8
Lecce, Italy

TO/LET

Buscart nasce e cresce per invadere e stravolgere.
Apparizioni, laboratori d’atmosfera, incursioni aliene, occupazioni ludiche.
Buscart è un’idea di Marcella Loconte e Federica Patti intorno alle situazioni di fruizione culturale ed ai momenti di socialità. Riorganizzare e proporre l’arte in tutte le sue forme attraverso luoghi, modalità e tempi alieni ed insoliti,creando cortocircuiti che coinvolgano operatori culturali, spettatori ed organizzatori stessi.
Esperienze di arte sensuale, happening d’atmosfera, creazioni ambientali.
Microeventi in cui tutto e tutti sono invitati ad interagire con l’ambiente ospitante attraverso multiformi sollecitazioni sinestetiche.
Invasioni estetiche capaci di proporre azioni che prendono forma in luoghi e contesti non convenzionali, irrompendo in spazi quotidiani dove, solitamente, non è prevista alcuna presenza di produzioni artistiche.
Caroselli e carovane colorate, fragorose, caotiche, strampalate, circensi; talmente variegate che ognuno potrà trovarci qualcosa di interessante.
Effetto Barnum: tendenza di alcuni individui di credere che qualcosa sia stata fatta proprio su misura per loro.
Gli spazi bianchi e neutri del “Mood” ospiteranno le atmosfere create appositamente dagli artisti, invitati a presentare le proprie opere ed a confrontarsi con la creazione di allestimenti site specific volti a solleticare i 5 sensi umani: sconfinamento dell'atto creativo nel flusso della vita quotidiana, in nome dell’arte totale.

In the mood for art!

TO/LET [marinangeli/placucci] è nato nel 2005.
TO/LET è un gruppo che sperimenta, gioca e progetta senza limiti, dalle installazioni agli interventi pubblici, dalla fotografia al video, dalla grafica all'illustrazione, fino ad arrivare al fumetto.
TO /LET disegna e realizza grafiche e serigrafie per t-shirt, abbigliamento, gadgets, oggetti di design di piccole e grandi dimensioni, per ambienti pubblici e privati.
TO/LET è fondatore e collabora alla gestione dello spazio espositivo polifunzionale FRAGILECONTINUO, che organizza mostre e eventi, promuovendo l’autoproduzione in in tutte le sue forme.
Diverse grafiche, illustrazioni, e storie a fumetti sono state pubblicate su riviste e libri in Italia, Francia, Brasile e Austria.
Da due anni TO/LET lavora frequentemente con MP5, con la quale realizza installazioni site-specific di public-art, oltre che Design&Wearing elements.

Sapori, colori e odori dell’evento saranno enfatizzati dalle composizioni gastroartistiche di Chiara Sapiente.


Buscart

Data: domenica 5 aprile 2009
Ora: 19.00 - 23.30

Mood via arienti 25
Bologna, Sudan

E-mail: buscart@gmail.com

domenica 22 marzo 2009

La Biennale del Mediterraneo a Taviano

l'opera qui riprodotta è di un'artista partecipante all'evento: Ma Lin

Avila Pedro | Pablo Diaz | Balsebre Vittorio | Barcelò Roberto | Basso Gianluca | Belik Anatoli Nikolaevich | Biwu Luo | Bondarenko Nikolai Nikiforovich | Bostokov | Botamanenko Oleg Ivanovich | Brahim Achir | Bourguet Mario | Valbuena Eduardo Nunez | Camejos Noammes Rosellò | Caputo Tonino | Chiesa Renato | Cobo Catalina | Coni Roberta | Corallo Giovanni | Dall’Olio Luca | D’Amore Tonino | DE Carvalho Andrea | De Lauri Maria Teresa | D’Elena Giuliano | Dell’Anna Giovanni | De Micco Simone, D’Orazio Fausto, Economidau M., Fiore Riccardo, Frassi G., Galeano Raimondo | Guido Rita | Guzman Cristobal Gonzales | Hagyea | Iatruli Lila | Iorizzo Michelino | Khokhlov Feder Ivanovich | Koka Idlir | Kosin Yakovlev M.N. | Kutorskoi Semen | Abramovic | Dekhis Amor | Labrada Alexis Rosellò | Leroy Alain | Lilanga Gorge | Lupattelli Giorgio | Ma Lin | Maggio Bruno | Malinovski Viktor Petrovich | Mantegazza Flaminia | Mirza Mameldzija | Topcic Sandra | Massari Antonio | Meda Pierluigi | Mura Carla | Nadereau Maceo Efrain | Nazareno Aleksandr Grigorevich | Napduk M. | Nesimovic Samir | Osipenko Andrei Ivanovich | Pagliacci Mirko | Panich Igor Vasilevich | Pavlyuk Georgi Nikolaevich | Pelipenko Nina Kornelevna | Petrik Mikhail Petrovich | Piaccione Gianluca | Polo Osvaldo | Pmokmlov Fedor Ivanovic | Rinaldi Oreste | Russo Vito, Sakarov T. | Scialpi Paola | Sciame Marco | Sergi Luigi | Sergi Milena | Sokolov Artur Mikhailovich | Somoza Abel | Soulè Ariel | Specchia Gigi | Spedicato Salvatore | Stanislavski NMikolai Matveevich | Starostin Aleksei Mikhailovich | Malarico Gabriele | Tarasenko Aleksandr Petrovich | Tomasetti Giampaolo | Tondo Rita | Valido Rino | Veggetti Kanum | Luigi Christopher | Vergas Desmanis Gonzales | Vintenko Boris Mikhailovich | Wang Yu | Wei Chen | Zacero Andrjano | Zappino Eugenio | Zaruba Berlyavskaya | Zguro Fani | Cermaria Claudio | Palomino Yasiel | Vostokov | Guo Lian Yie.

La rassegna di arti figurative inaugurata ieri a Taviano si protrarrà sino al 4 aprile. Più di 150 opere, scultoree e pittoriche, sono esposte nelle sale di Palazzo Marchesale ed in altri siti culturali comunali. Grazie al coinvolgimento delle ambasciate italiane all’estero e dei consolati, è stato possibile portare alla biennale diversi paesi europei, del Medio Oriente, dell’Asia e del Centro America, tra cui: Russia, Georgia, Ucraina, Cina, Cuba, Brasile, Messico, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Corazia, Albania, Grecia, Germania, Tanzania, Argentina, Australia, ecc... Espongono artisti internazionali del calibro di Arie Soule, Andriano Zacero, Ponomareko, Vostokov, Panov, Fani Zguro ed altri appartenenti ai vari filoni artistici nazionali e stranieri, quali: il Realismo socialista, l’Impressionismo, l’Avanguardia, l’Astrattismo, ecc… Tra gli italiani: Mirko Pagliacci, Vito Russo, Lupattelli, Tonino Caputo, Talarico, ecc… La direzione artistica della Biennale è stata affidata al dott. Corrado Calò, direttore del Cen.Int. Italia; supervisore della rassegna è la dott.ssa Reghini, professoressa di antropologia culturale e storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha curato nel ’94 la sezione Bulgaria della Biennale di Venezia. Il lavoro per questa manifestazione è stato davvero eccellente, sia per la qualità dei lavori partecipanti sia per la selezione delle opere effettuata. Organizzatore della rassegna è stato il Comune di Taviano, con il contributo della Regione Puglia, il patrocinio della Provincia di Lecce e di Confindustria Lecce. La Biennale ha l’obiettivo precipuo di far conoscere, al grande pubblico, artisti salentini, nazionali ed internazionali che operano nel campo figurativo e che sono interpreti delle tensioni coscienziali della nostra epoca.



Biennale del Mediterraneo

Dal sabato 21 marzo 2009
al sabato 04 aprile 2009

Palazzo Marchesale De Franchis
Citta dei Fiori, Taviano

Oh stella di Dio di Michele Caccamo

"oh stella di Dio
punta di pugnale
che scuci il cielo
lascia passare gli angeli
e le anime armate
lascia che sciolgano la terra
come una matassa
e che siano trebbiatrici
tritolo acqua chimica
che siano un gran vento
o un risucchio
lasciali piantare un altare
o una botola
escludi la misericordia
per mille eternità
e affossa la genesi
così andremo via
da questo elenco
da questo avvenire
è nel cielo di fronte
la stanza cristiana
l’opera finita
mentre qui e in tutto il gas
c’è un filamento
una miccia infiammata
e le dita infilate a terra
come granchi come serpenti
sono un traino un acido
un tiro verso quel cielo di Lucifero
che spruzza dalle vene
dal petto rotondo
a chiocciola
e io in tutti i fuochi
i metalli i furori
in tutte le ebbrezze dei gas
come unguento io scivolo
per l’estremo
nell’artificio
e così mortale
e lì vedo Dio piegato
nelle sue leggi inferiori
mentre questa terra santa cede
nello strapiombo
spugna fradicia
da un polo all’altro
perché è così la metamorfosi
si ribaltano le onde
e terra è sulla terra
inondati di detriti
ovunque
sopra la linea delle cime
nella pressione dell’aria
siamo un unico corpo nella lebbra
e allora tu Cristo abbassati leggero
come il sughero o un aviatore
o un uccello
apri le mani e prendi forza
poi schiantati
senza errore
come una calamita
schiaccia questi anelli
questi gironi nella terra
così atrocemente
oscilleremo come una scoria
una materia irriconoscibile
come rimasugli nel cielo"



da: chi mi spazierà il mare (Zona editrice)

sabato 21 marzo 2009

Domani su Ombra, la domenica del Riformista



Ricevo e pubblico volenieri da Stefano Ciavatta



Domani su Ombra, la domenica del Riformista


Giancarlo Siani, milite ignoto anticamorra di Fabrizio D'esposito
Ritratto di Cass Sunstein di Mario Ricciardi
La fedeltà intatta di Yoko Ono di John Vignola
Un'ossessione chiamata corpo maschile di Walter Siti
Che il vizio sia almeno capitale di Filippo La Porta

e le rubriche

Fulvia La Riformata di Fulvio Abbate
La Zona Cieca di Chiara Gamberale
Le strisce di Stefano Disegni





Il Riformista

Ideato da Claudio Velardi, ex consigliere politico di Massimo D'Alema, nasce il 23 ottobre del 2002 con un accordo con Emanuele Macaluso, che ne diventa editorialista quotidiano e lo lega alle Ragioni del Socialismo. Inizialmente consta di quattro pagine di analisi e commenti concentrati su politica ed economia. Passa presto a otto pagine e sviluppa inserti dedicati al mondo dell'attualità, affermandosi presto nel panorama editoriale nazionale come uno dei principali quotidiani di opinione. Tra le cariche che ricoprono un ruolo importante nella redazione troviamo quella dei due vicedirettori Ubaldo Casotto e Massimiliano Gallo, di Stefano Cappellini, responsabile della cronaca parlamentare e politica e Luigi Spinola, responsabile Esteri, nonché giornalista di Radio 3 Mondo. La sede della redazione è situata a Roma. Per il rilancio del proprio quotidiano che dal 20 ottobre 2008 ha rinnovato la propria veste passando a 36 pagine, Antonio Polito ha portato a Il Riformista Tariq Ramadan, Guia Soncini, Ritanna Armeni, Giampaolo Pansa, Andrea Romano e Marco Ferrante, quest'ultimo proveniente da Il Foglio e nominato vicedirettore economico. La testata annovera tra i columnist e collaboratori anche Peppino Caldarola (direttore dell'Unità dal 1996 al 1998), Maurizio Costanzo, Filippo Facci, Giuliano Da Empoli, Lucetta Scaraffia, Claudia Mancina, Luciano Violante, Alberto Mingardi, Antonello Piroso, Chicco Testa.
Antonio Polito ne è il direttore fin dalla nascita. Nel 2006 candidato e poi eletto Senatore nelle liste della Margherita. Gli succede per alcuni mesi Stefano Cingolani, poi Paolo Franchi, cui subentra nuovamente, il 7 marzo 2008, Antonio Polito, che ne rinnova la veste e la grafica; il 20 ottobre 2008, infatti, il giornale esce non più con otto pagine ma con 32, abbandonando il caratteristico colore arancione per il full color[1].

Giampaolo Angelucci ne è l'editore (lo è anche della testata Libero), lo stesso è indagato ed attualmente posto agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Bari su presunte tangenti nella sanità pugliese.

fonte www.wikipedia.org

Carne in scatola

Ancora un incontro tra arte, musica e letteratura: una serie di suggestioni video a cura del Progetto Steadycam dell’ASL albese e di Beppe Masengo e Daniela Scavino. La scelta dei pezzi ha come tema il corpo, declinato in un percorso non strettamente narrativo, una sorta di blob cineletterario, per fornire spunti di visione e di lettura, far scaturire collegamenti e connessioni. I brani saranno tratti dai film, pubblicità, programmi televisivi, intervallati da letture di pagine di romanzi, racconti e saggi. E tra queste letture, non mancherà Bruce Sterling, pietra miliare dle genere cyberpunk, che sarà presente a Collisioni il prossimo 2-3 maggio.

Progetto Steadycam dell’ASL albese e di Beppe Masengo e Daniela Scavino

venerdì 27 marzo 2009 alle ore 21.00
sabato 28 marzo 2009 alle ore 23.00

Stanza dei Mondi, cortile della Maddalena, Alba


Info - 3383865001
E-mail: presidiolibroalba@gmail.com

venerdì 20 marzo 2009

In libreria per Sellerio l'ultimo libro di Camilleri

«Ho pensato ad una trilogia di romanzi fantastici. Il primo della serie è "Maruzza Musumeci"; dopo la storia della donna sirena, quella di una donna che tenta di trasformarsi in albero, raccontata ne "Il casellante" e un terzo romanzo su una donna-capra: una trilogia delle metamorfosi».

«Il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica».
Andrea Camilleri


Sicilia, primi anni del 1900. Una epidemia svuota le miniere di zolfo e c’è bisogno di manodopera fresca. Vengono ingaggiati i carusi della provincia di Montelusa, allettando i genitori con il “soccorso morto”, una somma a fondo perduto in cambio del figlio.
Ma il padre di Giurlà, tredicenne di Vigàta, non ci sta, sa che chi estrae zolfo si consuma sottoterra e preferisce mandare il figlio a pascolare capre nei feudi di un nobile dall’altro lato della Sicilia.
A Giurlà la vita della mànnara piace, gli odori e i colori della campagna, ma anche la capanna col focolare in pietra, il lago, profondo e taciturno, la solitudine, le capre. Ce ne è una in particolare che non lo lascia mai: è Beba.
Nel trascorrere delle stagioni Giurlà il pastorello si fa uomo e sempre più ama stare da solo tra le montagne. Le sere alla mungitura le donne cantano e raccontano storie; ce ne è una soprattutto che conosce storie dell’antichità, quando gli dei potevano trasformarsi in alberi o animali. Giove che si muta in cigno per amore di Leda, Pasifae presa da passione per il toro con cui concepisce il Minotauro.
Storie di metamorfosi e miti che colpiscono Giurlà che guarda a Beba con occhi nuovi. Soprattutto dopo che il caso avrà messo sulla sua strada Anita, la giovane marchesa di Santa Brigida che ama sostare sulle rive del lago.
Gli eventi precipitano e qualcosa succede in fondo al lago.

Marco Battista, L'amore è una persona" (LibertàEdizioni)


Martedì 24 marzo alle ore 21,00 presso l’ “Antico Caffè Centrale...Il Sogno” in Via della Repubblica a Fornaci di Barga (LU), Marco Battista, autore ed editore lucchese, presenta la sua ultima fatica: una raccolta di racconti e poesie dal titolo “L’amore è una persona. Frammenti di esistenza umana e riflessioni sul bene, sul male e sulla felicità” edita da LibertàEdizioni.
Saranno inoltre presenti alla serata, la giornalista Sofia Riccaboni e l’attore Francesco Bargi. Parte del ricavato andrà devoluto all’iniziativa “Adozione bambini Rio Branco–Brasile” promossa dall’Associazione Culturale Città Libera.
L’evento, organizzato da Venti d’Arte in collaborazione con la Casa editrice Libertà Edizioni, intende coniugare appuntamenti culturali con la voglia di stare assieme utilizzando luoghi di ritrovo già esistenti.
Il bar, da sempre luogo di aggregazione, punto di ritrovo della gente comune, di scrittori e artisti di ogni epoca, torna ad essere centro di condivisione attraverso il piacere di incontrarsi e chiacchierare, ma non solo, fare cultura al bar diventa possibilità insolita di conoscenza.

martedì 24 marzo 2009
Start h.21.00
ANTICO CAFFE' CENTRALE IL SOGNO
VIA DELLA REPUBBLICA
Fornaci di Barga, Italy

Il realismo drammatico di Andy Warhol. Di Maria Beatrice Protino





















Oggigiorno sei considerato anche se sei un imbroglione: puoi scrivere libri, andare in tv, concedere interviste. Sei una grande celebrità e nessuno ti disprezza per questo anche se sei un imbroglione. Sei sempre una star. Questo avviene perché la gente ha bisogno delle star più di ogni altra cosa.
Scriveva questo Andy Warhol nel suo libro The Philosophy of Andy Warhol, la cui prima pubblicazione risale al 1975.
Warhol sapeva bene che i nuovi media stavano cambiando il modo di pensare degli americani e determinando una trasformazione antropologica della società: come altri artisti suoi contemporanei, anche lui aveva lavorato nel mondo della pubblicità e della comunicazione di massa a sufficienza per intuire questo stato di cose.
Quando Warhol riporta sulla tela l’immagine della bottiglia di Coca-Cola o delle lattine Campbell’s, se ritrae i divi del cinema e lo fa in maniera reiterata (si pensi alle sue produzioni in serie), questo avviene perché vuole rapportarsi al sociale in maniera tutt’altro che inconsapevole o ingenua: egli rivendica un rapporto morale con la società americana dell’epoca. Questo spiega anche il perché di certi suoi atteggiamenti provocatori e apparentemente frivoli: aderendo al dettato dadaista per cui “arte uguale vita”, rispecchia i fenomeni della società a lui contemporanea e li studia dall’interno, perché ciò che gli interessa è recepire e registrare sulla sua tela tutto quello che gli sta attorno.
Si appropria di foto trovate su cui interviene non semplicemente ritoccandole o agendo sui volumi, ma alterandone addirittura la percezione attraverso l’utilizzo di ampie fasce di colore a tinte piatte, riuscendo nell’intento di dar vita ad un evidente conflitto percettivo dell’opera nel suo insieme. Il suo realismo non mira alla riproduzione quanto più fedele possibile del paesaggio urbano o della fauna umana: Warhol vuole dare solo delle informazioni sul soggetto ritratto, in modo da lasciare un messaggio oggettivo, che nulla ha più a che vedere col punto di partenza, ma attua quella cd eliminazione del soggetto per cui si verifica il paradosso di un’arte che, pur guardando alla realtà, vuole rappresentarne una metafora.
I colori accattivanti mostrano un unico soggetto alla volta e non lasciano spazio alla narrazione, riportano sguardi freddi e quasi privi di sentimenti, tanto da risultare finalmente visione di una società che, condizionata dal modo in cui i media sovrappongono la verità e la menzogna, la finzione e la realtà, perde di vista la coscienza e crede si possa nascondere addirittura miseria e sconfitta esistenziale dietro un velo di apparente felicità.




Warhol ha seguito strade battute da altri, ma l’ha fatto con una genialità tale da conferire all’insieme un aspetto assolutamente nuovo, al punto da poter essere preso come modello per l’arte a venire.





<Quel che c’è di veramente grande nell’America è che si è dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi in tv la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi berla. Una Coca è una Coca e nessuna somma di denaro ti può permettere di comprare una Coca migliore di quella che beve il barbone all’angolo della strada. Tutte le Coche sono uguali e tutte le Coche sono buone. Liz Taylor lo sa, lo sa il Presidente, lo sa il barbone, lo sai tu> . Andy Warhol, The Philosophy of Andy Warhol, 1975.


Cenni biografici
Andy Warhol, nome d'arte di Andrew Warhola (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore e regista statunitense.
Fu figura predominante del movimento pop art americano.
Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York.
La grande mela gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue e Glamour.
Morì a New York il 22 febbraio 1987.

giovedì 19 marzo 2009

Alessandro Baricco alla presidenza della Rai

In più di quattrocento, via FaceBook, chiedono la nomina di Alessandro Baricco alla presidenza della Rai. Su iniziativa di Giulio Mozzi

Sono più di quattrocento. Tra loro ci sono Guido Michelone, saggista e docente di Storia del jazz; le scrittrici Sandra Petrignani, Maria Pia Quintavalla, Elisabetta Liguori, Carla Menaldo, Silvia Torrealta, Evelina Santangelo; gli scrittori Giuseppe Genna, Christian Frascella, Matteo Galiazzo, Giorgio Nisini, Marco Bettini, Massimo Cassani, Michele Governatori, Roberto Tossani, Federico Platania; la poetessa Giovanna Frene; l’editore Luca Sossella; l’editrice Chiara Fattori; l’editor Paolo Repetti; il gruppo letterario Sparajurij; l’anima del Premio Chiara Bambi Lazzati; il fotografo Luigi Tirittico; l’editor Alessia Polli; il copywriter Giacomo Brunoro; il gallerista Massimo Arioli; la linguista Francesca Serafini; l’italianista Alberto Bertoni; il blogger Bloggo Intestinale; Maria Luisa Venuta responsabile dell’area di ricerca Contabilità ambientale e flussi di materiali del Crasl dell’Università Cattolica; l’architetto Fausto Carmelo Nigrelli; il sacerdote Fabrizio Centofanti, fondatore del blog «La poesia e lo spirito»; e poi semplici lettori & teleutenti, librerie, associazioni culturali, compagnie teatrali, e chi più ne ha più ne metta.

Tanti professionisti della cultura, e tanti «consumatori» di cultura, hanno aderito all’appello donchisciottesco lanciato via FaceBook dallo scrittore (e consulente editoriale, e curatore in rete del bollettino cult vibrisse) Giulio Mozzi per chiedere la nomina di Alessandro Baricco alla presidenza della Rai. «Alessandro Baricco è un intellettuale di fama nazionale e internazionale», dice il brevissimo testo dell’appello; «i suoi libri sono molto amati, ha lavorato con successo nel e per il teatro e il cinema, ha notevoli competenze musicali, ha curato uno dei programmi televisivi culturali più belli e seguiti. Perché non chiamarlo alla presidenza della Rai?».

Nel gruppo in FaceBook non mancano, ovviamente, gli scetticismi, i distinguo, le frecciatine e le indignazioni. «Visto che De Bortoli ha rifiutato quando ha capito che non avrebbe contato nulla, quale posto migliore per Baricco?», scrive nella bacheca Rodolfo Marotta, dirigente di movimento in Rete ferroviaria italiana nonché appassionato jazzista. «Mozzi e compagnia brutta, dovreste vergognarvi! Siete così miseramente ridicoli in questa proposta da minus habens che non posso che insultarvi tutti», tuona l’attore Orlando Cinque; e Saverio Fattori giudica addirittura «scorretta» la recente presa di posizione di Baricco proprio a proposito della distribuzione di risorse tra televisione e altre attività culturali tradizionalmente considerate più “nobili”. D’altra parte Pino Mercuri, pur non condividendo del tutto quella presa di posizione, conclude: «Credo che alla Rai, almeno finché ci sarà bisogno di una televisione pubblica, Baricco farebbe molto bene».

Claudia Casolaro si dice preoccupata che anche Baricco «come autore, pensatore, insomma pensiero “libero”, vada a impantanarsi», essendo quello della Rai «un terreno sconnesso e pieno di insidie»; e Valentina Pigmei si domanda: «Ma con quale coraggio uno potrebbe accettare di finire in un tale groviglio politico?». Alberto Bertoni: «Ma Baricco merita un incastro del genere?». Stella Brandini: «L’iniziativa è da condividere, ma Baricco merita questo uso?». D’altra parte, scrive Alessio Iarrera, deve pur cambiare, prima o poi, la «rosa culturale» italiana.

Andy Design e Paintings ... New Radical Design

Si accende il design in Zona Tortona.Ancor prima che l'area si trasformi, in occasione del Fuori Salone, nella vetrina più importante del design mondiale, Andy infiamma il quartiere con il suo design eccentrico e glamour.
In vetrina l'ultima produzione di oggetti e dipinti dell' artista_designer:
dipinti, manichini, radio, chaiselongue, slot machine, sedute, tavoli e inediti puff.

Quello di Andy è un design che richiama le esperienze radical da Mendini agli Archizoom.
Andy ripropone con toni originalissimi il tema del make-up unendo l'esperienza delle avanguardie degli anni '70 con accese tonalità new pop.
Il passaggio dalla pittura al design è immediato.
I colori fluon donano doppia vita agli oggetti, di giorno eclettici e bizzarri di notte fluorescenze che dominano lo spazio.
Un barocco mai scontato ed effervescente, glamour e dai toni vintage.
Nella "società dello spettacolo" gli oggetti divengono oggetti del desiderio e il designer star. Il design si discosta da una concezione minimale e puritana e si allinea alle ben più interessanti esperienze del new radical design.

Quello di Andy è un viaggio visionario e senza paracadute in una realtà parallela che somiglia a quella conosciuta.
Il giovane artista briantese parte da elementi del paesaggio quotidiano, da oggetti dell'arredo urbano, da angoli frequentati di continuo e perfettamente conosciuti, da volti di amici e personaggi fin troppo noti, laccati e a volte indigesti, che arrivano in presa diretta dal mondo dello star system e da quello gommoso dei cartoons, per approdare ben presto in un universo acido, deformato, psichedelico dove panorami e presenze hanno carattere allucinatorio, dove la vibrazione e la vertigine hanno preso il posto della tranquillità , dell'azione reiterante e della sicurezza.

Nelle sue opere Andy comincia con una ricerca certosina sulle forme e le iconografie di un soggetto, sui significati e gli atteggiamenti di un personaggio, sui caratteri e comportamenti di una figura storica, mistica, leggendaria.
Poi inizia a comporre, come fosse una musica.

Andy fotografa un istante, un flash back e lo ridispone in un'ottica surreale. Emozioni, esperienze e colori vivono in una dimensione al tempo stesso lucida e caotica. Un collage neopop (con un occhio a Warhol e l'altro a Haring), un enorme patchwork in salsa acida, una poetica fatta di frammenti, di storie cominciate e mai finite, di flash che arrivano in presa diretta dagli anni Ottanta e dl vissuto dell'artista trentacinquenne.

Nato a Monza nel 1971 Andy si specilizza nel ramo della grafica pubblicitaria e dell'illustrazione a Milano e contemporaneamente sviluppa la sua attenzione nei confronti della musica, studiando il saxofono e i sintetizzatori, fino a collaborare ad un progetto musicale chiamato Bluvertigo.
Dopo anni di turnee, apparizioni televisive e implicazioni discografiche, Andy si propone oggi in diversi ruoli, cercando di unire diverse forme di espressione artistica.

Organizzatore:: VOGHERA11 GALLERY, via voghera, 11 MILANO
da giovedì 2 aprile 2009 alle ore 19.00 a giovedì 16 aprile 2009 alle ore 19.00
Luogo: VOGHERA11 ARTGALLERY
Indirizzo: via voghera, 11
Telefono: 390239811630
E-mail: info@voghera11.com

VOGHERA11 ARTGALLERY
www.voghera11.com

presenta:

ANDY
DESIGN & PAINTINGS

"NEW RADICAL DESIGN:
SI ACCENDE IL DESIGN IN ZONA TORTONA"

02 - 16 APRILE '09 vernissage: giovedi' 02 Aprile ore 19.00

c/o VOGHERA11 ARTGALLERY
via voghera, 11 Milano

orario:
lunedì_sabato: 15.00/20.00

Ufficio Stampa:
VOGHERA11 ARTGALLERY
via voghera, 11 20144 Milano
tel/fax: 02 39811630
info@voghera11.com
www.voghera11.com

mercoledì 18 marzo 2009

Psycho Reading

Noci (BA)
21 Marzo 2009
Palazzo della Corte
h 20.00



In concomitanza con la Giornata Mondiale della Poesia e con il centenario della nascita del Manifesto Futurista, l'Amministrazione Comunale di Noci, in collaborazione con l' “Archivio della Poesia Pugliese – Biblioteca Mons. Amatulli”, propone: “Psycho Reading - meccanica dell'ascolto in condizioni inusuali”, a cura di Massimiliano Manieri autore/performer dall'originale mood espressivo.
Una serata futurista-connettivista all’insegna della vitalità creativa che pone l’accento sulle nuove forme di sperimentazione poetica.
La direzione artistica è affidata al giovane autore Antonio Natile, già noto per la riuscitissima manifestazione poetica estiva “Sempre nuova è l’alba”.

Intreccio fra arte e tecnologia: il Tate Media di M. Beatrice Protino


Intreccio fra arte e Il sito della galleria londinese Tate è il più grande museo virtuale del mondo, con 1,5 milioni di click al giorno e con tempi medi di visione che sono passati in un solo anno dai 6 ai 20 minuti.
Tutto inizia quando, a metà del 2005, un atto del Parlamento Britannico definisce ufficialmente come missione della celebre galleria - fondata da Sir Henry Tate nel 1897 - quella di incrementare la conoscenza, la comprensione e il coinvolgimento del pubblico internazionale nell’arte. Nel settembre del 2006, quindi, nasce Tate Media, in grado di aiutare a servire il pubblico e attirare nuovi spettatori, fornendo l’accesso a materiale che Tate non era in grado di offrire prima.
Will Gompertz, media director del Tate Media in un’intervista pubblicata su ‘Il maschile de Il Sole 24 Ore’ dice: < La nostra strategia è stata quella di non considerare il Tate semplicemente un museo. Siamo passati a un’idea molto più contemporanea: fare dell’arte il soggetto chiave di un business, sulla stessa linea di altri settori, come l’editoria, il cinema e la televisione>.
Navigando su Tate Online si vive un’esperienza multimediale: l’intreccio tra arte e tecnologia si dipana tra forum, video (più di 300) e formazione interattiva grazie ad un vero canale tv sull’arte, il tutto realizzato in stretta collaborazione con una serie di partner (come Bbc, il quotidiano Guardian, Bloomberg, Myspace e Flicker – con cui, per la prima volta nella storia dell’arte, il Tate ha già curato la prima mostra fotografica internazionale virtuale), inclusi gli artisti stessi. In linea di massima, il Tate Media spende quasi due milioni di sterline l’anno per garantire i suoi servizi alla comunità virtuale, ma ne ha un ritorno economico colossale: basti pensare che, ad esempio, i film che il Tate produce possono essere visti in tv e in dvd o usati per corsi on-line e che, se il costo del film per il Tate è di mille sterline, il ritorno economico dopo vent’anni è dieci volte superiore.
Dice Gompertz sempre nella stessa intervista: .
D’altro canto, oltre ad attirare i privati, la galleria londinese ha alle spalle anche l’appoggio delle istituzioni: il governo di Gordon Brown – nonostante i tempi di recessione – ha deciso di stanziare 50 milioni di sterline come contributo alla costruzione della nuova ala di Tate Modern (il cui costo complessivo si aggirerà intorno ai 215 milioni di sterline), con l’obiettivo dichiarato di fare della Gran Bretagna il fulcro mondiale della creatività. Il Tate Modern 2 (come appunto si chiamerà) dovrebbe vedere la luce nel 2012 e promette - con uno spazio di 5 mila metri quadrati - di diventare il quartier generale della comunità culturale internazionale.


Sommarietto

La galleria londinese punta a rendere la collezione del Tate meno esclusiva, più accessibile e interattiva e a migliorare la comprensione e il godimento della stessa.

martedì 17 marzo 2009

Il Gioco della verità di Andrea Carraro (Hacca edizioni)

Il libro

Nessuno scrittore come Andrea Carraro sa inginocchiarsi, in quanto scrittore, davanti al male di una maturità frustrata e disamorata. La violenza dei suoi personaggi è spesso inesplosa; e, quando esplode, trova le sue vittime già esauste, con gli occhi rossi e la voce strozzata. Questi racconti ci dicono qualcosa di definitivo sul "male oscuro" della piccola-borghesia italiana, incarcerata in reticenze e rabbie covate troppo a lungo, e in tristi ritualità di un benessere di facciata. Ecco, dopo le prove magistrali de Il branco, La lucertola e Il sorcio, a cosa si sono ridotti i borgatari di Pasolini e i borghesi di Moravia. Eccoli, aggressivi e taciturni, aggirarsi in una enorme zona grigia di malessere, dove il borghese quartiere Trieste equivale al litorale romano "senza mare"; eccoli, infelici e senza sogni, sopravvivere "a reddito fisso", trascinandosi da un silenzio all´altro, sfuggendo a ogni vera sociologia. Perché il "realismo" di Carraro - un realismo che mai utilizza gli "effetti speciali" del realismo estremo: il sangue, la violenza gratuita, il "basso" ideologico - è anzitutto un realismo psicologico, di chi conosce i miseri segreti della maturità, gli abissi calmi del disamore e i gesti compulsivi privi di sentimenti. Anche il tremendo "gioco della verità" che Carraro mette in scena, svelando miserie e tradimenti dei suoi personaggi, porta sempre la narrazione nei territori del silenzio: un silenzio vile e angoscioso, infine esausto. Con Carraro, proprio nel mentre i suoi uomini crollano a terra, la vita diventa ancora sopportabile, perché la grigia esistenza viene d´improvviso illuminata dall´apertura - a ventaglio, come uno squarcio di luce - della verità della scrittura. Proprio quest´assenza di infingimenti, questa lingua grigia e solida come il ferro, questo sguardo impudico e fermo, rendono ancora chiare e possibili, nell´opera di Carraro, parole difficili come "realtà" e "verità". (Andrea Di Consoli)





L'autore

Andrea Carraro (Roma, 1959) è autore di A denti stretti (1990), Il branco (1994; inizialmente pubblicato per intero, unico caso dopo Le parrocchie di Regalpetra di Leonardo Sciascia, sulla rivista "Nuovi Argomenti"), L´erba cattiva (1996), La ragione del più forte (1999), La lucertola (2001), Non c´è più tempo (2002) e Il sorcio (2007). Da Il branco, nel 1994, Marco Risi ha tratto l´omonimo film. Carraro scrive anche per il cinema, la radio e i giornali, tra cui "Il Messaggero" e "Repubblica".

www.andreacarraro.com



IL LIBRO E' STATO ANTICIPATO A PAGINA INTERA SU "IL MESSAGGERO" IN DATA 11 MARZO CON QUESTO RACCONTO, CHE VI RIPROPONIAMO.




L´intervista


Un vecchio amico, Lucio. Per un lungo periodo, non
c´era giorno che non ci si vedeva. Si comprava il fumo
e giù a discorrere per ore o ad ascoltare musica strafatti,
in macchina, dove capitava. Voleva iscriversi ad
Architettura, il talento non gli mancava. Dopo il diploma,
fece il grafico pubblicitario per un po´. Ancora
stava bene. Uno spinellaro d´eccezione, un tiro di coca
ogni tanto, ma nient´altro. Almeno fino a quel viaggio
in Pakistan.
Sapevo come se la passava, lo sapevo bene. Rimbalzava
da una clinica all´altra dove lo imbottivano di
psicofarmaci. E ne usciva stracco, abbrutito. Un relitto.
E poi tempo un mese ricominciava peggio. Sapevo
di scosse nervose che lo squassavano, di estenuanti
liti familiari, di una bambola di porcellana scagliata
contro la madre, di notti trascorse all´addiaccio sotto
il cavalcavia della stazione Tiburtina e altro ancora.
Sapevo tutto, ma non lo vedevo più: c´erano amici comuni,
meno fifoni di me, che mi tenevano informato.
Se compariva all´orizzonte mi defilavo. Non ne volevo
sapere più niente di lui. Mi faceva pensare alla morte,
al dolore, alla malattia.

- Bè, come va?
E di là una voce catarrosa.
- Ma chi è?
- Come chi è? Non mi riconosci più!?
- Cesare!... Come stai, quanto tempo è passato,
che razza di fine hai fatto?
- Tu, piuttosto.
- Io?... io me la cavo. Ho qualche problema, ma
me la cavo. Cerco un lavoro. Sai che facevo il grafico?
Bè, ho mollato. E così momentaneamente sono disoccupato.
E tu?
- Ho lasciato l´università. Cerco di fare il giornalista.
Qualche articoletto per la cronaca di Roma.
- Ah, bene. Non ti ci facevo proprio, giornalista.
- Ma tanto non dura mica. Prendo tempo, ecco
tutto. Gioco. Ma prima o poi bisognerà cominciare a
fare sul serio. Cercarsi un lavoro vero. Guadagnare dei
soldi. Ci si vede, allora?
- Certo, quando vuoi.
- Potremmo far due passi a Vill´Ada domattina.
Come ai vecchi tempi. Ci hai ancora il cane? Rosalia
si chiamava, o sbaglio?
- È morta, Rosalia.
Era con Rosalia, quel giorno, di ritorno dal viaggio
in Pakistan. Doveva starci un mese. Tornò dopo un
anno già spacciato, glielo leggevi in faccia.
- No, Vill´Ada preferisco di no. C´è della gente
che non ho voglia di vedere. Per te è lo stesso se andiamo
da un´altra parte... Allora, passi tu?
- Ma come, perché?
- Perché cosa?
- Perché Vill´Ada no? È comoda per tutti e due.
E poi...
- No, Vill´Ada proprio no, abbi pazienza.
Maledizione. Le polemiche sulla Villa, vecchie
inchieste sulle siringhe disseminate dappertutto, sui
drogati molesti. C´era un passato: anche per questo la
redattrice aveva accettato subito entusiasta.
È importante che la foto sia in un punto della villa
riconoscibile immediatamente... Non fatemi il solito alberello
col prato dietro che potrebbe essere dovunque...
- Veramente preferirei Vill´Ada. È tanto che non
ci vado.
- Bè, io no. Scusami, eh...
- Ma perché? Che ti frega? Non passiamo dall´ingresso
principale.
- No, sul serio, preferisco di no, non insistere.
Niente da fare, non molla. Mi propone altri posti.
Deve dei soldi, forse. Oppure si vergogna di quelli con
me: quell´infilata di spettri intabarrati, ansiosi che avevo
visto tante volte nel vialetto d´ingresso.
- Senti, facciamo una cosa, io arrivo un po´ prima
e tu mi aspetti fuori e...
- Ma che t´è preso? T´ho detto di no, non voglio.
Mi ci vuole ancora del bello e del buono per
convincerlo. È ostinato come un mulo.
- Va bene, va bene, allora. Andiamo pure a
Vill´Ada. Se è questione di vita o di morte.
- Ma no, è solo che ci andavamo sempre. Mi
farebbe piacere.
- Sei diventato nostalgico.
- Ma vaffanculo!
Dunque ce lo porto. Lui è in uno stato! Si trascina
come un vecchietto. È pallido e smagrito, ha perso una
quantità di capelli e altri particolari cui cerco invano
di non far caso.
(...)
Ma lui adesso tace o risponde a monosillabi, concentrato
solo sulla fatica dei suoi passi che avanzano.
Allora mi fermo, tanto più che siamo in anticipo ed è
bene arrivare a destinazione che il fotografo è già lì,
altrimenti, hai visto mai che questo impiastro si tira
indietro o mi trascina via! Riprendiamo il cammino
ed io riattacco coi ricordi. Adesso è la volta della sua
prima scopata. Un troione all´Acqua Acetosa. C´era la
fila di macchine, e lui smaniava di andarsene. Si vergognava
come un ladro. Aveva il sospetto che fosse un
finocchio. E poi temeva che non gli si rizzasse, per via
della ciucca da hascisc. Niente, ride appena. Non ricorda
neppure questo. O meglio lo confonde con altri episodi,
la memoria gli fa acqua da tutte le parti. Io sì invece.
Ho una montagna di ricordi con lui. Mi si ingolfano
in testa e lottano uno con l´altro per uscire fuori.
Continuo a parlare. Il silenzio mi angoscia. Parlo
di me adesso: i miei studi abbandonati, il giornalismo.
E intanto lo conduco al luogo deputato, dove ci aspetta
il fotografo.
- Un´intervista!?
- Sì.
- Ma a me?
- Sì, te l´ho detto.
Sorride impacciato.
- E perché?
Cerco le parole. Guardo da un´altra parte, anche
per non imbattermi nello scempio di carie che gli castiga
il sorriso.
- Per la tua esperienza, sai.
Continua a fissarmi, e il sorriso lentamente lo
abbandona:
- So che non te la passi bene. Potrebbe esserti
d´aiuto. A te e ai tuoi amici. Se si fa un po´ di rumore...
È una parte sgradevole la mia, te lo puoi senz´altro
immaginare. Ma pensaci, può giovarti veramente.
- Allora per questo hai voluto portarmi qui. Per
questo insistevi tanto.
Inspira l´odore di resina di cui è satura l´aria umida
del viale, mi chiede una sigaretta.
- Sei solo una persona che ha bisogno d´aiuto.
Ce ne sono tanti come te. Potrei stare anch´io al tuo
posto.
- Non so cosa dire.
- Devi solo rispondere a qualche domanda.
- D´accordo. Però facciamo presto. Ho voglia di
tornare a casa.
- Sì, certo, presto, presto...
Cavo dalla tasca il taccuino, gli snocciolo tutte
le voci del questionario e aziono segretamente il registratore
tascabile.
Quando arriviamo, il fotografo è già pronto.
- Un ultimo sforzo, abbi pazienza.
- No, ti prego, la foto non voglio.
- È solo routine. Si fa con tutti.
- Non ti preoccupare, - insiste il fotografo, - ti
piglio da lontano. Nessun primo piano, promesso. Lì,
lì, sullo steccato. Vai, facciamo in un attimo.
Si siede mansueto sullo steccato, sotto a un pino
martoriato dalla processionaria nello sfondo riconoscibile
del laghetto artificiale.
Tre giorni dopo la sua foto sul giornale e sotto,
a tutta pagina, l´intervista e un breve corsivo di commento


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