Stefano Donno on twitter

venerdì 22 maggio 2015

Rio de Janeiro. Ritratto di una città di Bruno Barba (Odoya). In uscita il 10 giugno 2015



Per la collana “Ritratto di una città” il prof. Bruno Barba ci porta a Rio de Janeiro, città che è in procinto di ospitare le Olimpiadi 2016 dopo aver ospitato i mondiali di calcio 2014. Accantonando per un attimo i problemi sociali delle favelas e le implicazioni politiche della storia contemporanea, Barba si addentra nella vera e propria essenza di Rio, alla ricerca della bellezza come forma di ritualità. “Inconsapevole, innocente, pura, Helô Pinheiro passava sempre, diretta al mare, dal bar Veloso, in Rua Montenegro. Passava e si faceva ammirare, tra gli altri, da due già maturi signori, Vinícius di cinquant’anni e Tom di trentacinque.” Cuore di tutto il volume, simbolo e sintomo dell’essenza estetica della città è questo brano sull’incontro tra De Moraes, Jobím e la vera Garota de Ipanema della canzone.
“La garota che è meglio ricordare è quella eterea visione, quella paradisiaca immagine della bellezza «che non è solo mia», ma che appartiene all’universo. Perché se fosse stata soltanto dedicata a lei, seppure ragazzina attraente, e non all’eterno femminino, quale senso avrebbero avuto le interpretazioni di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Nat King Cole, Louis Armstrong, Al Jarreau, Caterina Valente e tanti altri?” si chiede l’autore. Ma quella languida passeggiata simboleggiava ben di più: un periodo e un ambiente artistico che vide alternarsi al bar Veloso (oggi il turistico e snaturato Garota de Ipanema) personaggi come i cantanti “maledetti” celebratissimi in Brasile, ad esempio Cazuza, baiani celebri come il regista Glauber Rocha, l’artefice del Cinema Novo, e Caetano Veloso; artisti plastici quali Hélio Oiticica, che presentò, al Museo di Arte Moderna di Rio nel 1967, un’installazione plastica chiamata Tropicalia, che diede vita al movimento omonimo. E, ancora, personaggi come Jaguar, disegnatore e giornalista, uno dei responsabili del “mito di Ipanema” perché accompagnò tutta l’esistenza del Pasquim, un settimanale unico nel suo genere, carico di caustica ironia, satira politica, proprio nei momenti più cupi della dittatura che diede vita al movimento omonimo.
Ma nel milieu di Ipanema (letteralmente acqua grama, solo per atletici) degli anni 50 e 60 del Novecento si mossero anche personaggi come Jorge Amado che con Gabriella garofano e cannella (1958) portò all’attenzione della letteratura mondiale la bellezza tipica delle mulatte di Rio. E ancora quell’ Oscar Niemeyer, amico e collaboratore per il film Orfeo Negro (vero e proprio manifesto delle origini africane dei brasiliani) del già citato Vinícius de Moraes e “archistar” antelitteram di cui ancora oggi si possono apprezzare le futuristiche forme architettoniche del Mac (Museo di arte contemporanea) del sobborgo di Niteròi. Senza dimenticare il livornese “naturalizzato” brasiliano Arduìno Colassanti, surfista e attore che cavalcò le onde del promontorio dell’Arpoador.
La prosa di Barba, vero innamorato della città carioca, è un profluvio di descrizioni appassionanti e di frasi a effetto che coinvolgono il lettore: scrive a un certo punto Intelectual não vai á praia, intelectual bebe, «L’intellettuale non va in spiaggia, l’intellettuale beve». Un modo del tutto giocoso per sfoderare la sua impressionante conoscenza della città e metterne a parte il turista consapevole, ma anche, come nello spirito della collana, il viaggiatore seduto in poltrona che con una cachaça in mano e un cd di bossa nova nello stereo già accarezza il sogno di un’estate nella città più poetica del mondo.

Bruno Barba è ricercatore di Antropologia presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Genova. Da oltre vent’anni studia il meticciato culturale e il sincretismo religioso del Brasile. Tra le sue pubblicazioni: Bahia, la Roma Negra di Jorge Amado (2004); Un antropologo nel pallone (2007); Tutto è relativo. La prospettiva in Antropologia (2008); La voce degli dei. Il Brasile, il candomblé e la sua magia (2010), La XXXIII squadra (2010), Dio negro (2013), No País do Futebol (2014).

FAVIJ A LOS ANGELES! - VLOG EPICO

IN POCHE PAROLE 2 - Revenge of the Telefilm

LO SCHERZO PIU' BASTARDO DI SEMPRE! - #Prankinlove

Goat Simulator: GoatZ - LE CAPRE ZOMBIE CI INVADONO!

mercoledì 20 maggio 2015

Mecha Anime Reviews: Relic Armor Legaciam

Mecha-Anime Evolution Dir en grey mixes included

Ultimate Survival Episode 12 English Dubbed - Action / Mecha Anime

ART ON THE BOTTLE - LE BOTTIGLIE D'ARTE DI PAOLA SCIALPI A LECCE



"ART ON THE BOTTLE - LE BOTTIGLIE D'ARTE DI PAOLA SCIALPI" da martedì 19 maggio 2015 e sino al 30 maggio 2015 in simultanea da Futuro Remoto Via Giuseppe Zanardelli 78 e da Bar330mila in Via Centoquarantesimo Reggimento Fanteria, 11 a Lecce. Un modo inusuale di "riciclaggio" del vetro.
"Ho trasformato delle semplici bottiglie, oggetti comuni e di consueto utilizzo quotidiano,  in mie opere d'arte che raccontano nuove storie, nuove emozioni. In questo modo sono ricollocabili e ri/contestualizzabili, acquisendo un diverso status, un valore differente, nuovo, altro. Insomma un ready-made ad alto potenziale bio/compatibile ..." (Paola Scialpi)

Per info
 Studio - Overeco Academy and Workshop / via Casetti 2 a Lecce

lunedì 18 maggio 2015

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI DA PARTE DI UNA DOCENTE CANDIDATA NEL PD PER CONSIGLIO REGIONALE DI PUGLIA























Caro Premier Matteo Renzi.
Questa è una lettera aperta, a te indirizzata, sentita e voluta anche e soprattutto in virtù del fatto che sono  una candidata nella lista  del PD,  in queste elezioni  regionali in Puglia. 
Questa è una lettera aperta, a te indirizzata, scritta da un’insegnante, da una mamma e da una donna che da sempre  ha creduto, crede e crederà nel valore della formazione, dell’educazione nella scuola, nei valori pedagogici e culturali che una scuola pubblica sana e motivata può dare ai suoi allievi. Una lettera che scrivo perché nasce dal DNA di tutte quelle sfaccettature che mi appartengono, che appartengono al mio essere così nel mondo. La Buona Scuola per come l’avevi mostrata doveva essere qualcosa di talmente efficace, efficiente, bello e soddisfacente da essere quasi rivoluzionaria. Ed è apprezzabile, lo dico davvero, quanto tu stesso creda in questa rivoluzione, quanto tu voglia  essere per e con la scuola.
Sono convinta che tu stesso sappia che la scuola è il motore del futuro del nostro paese, dell’Italia stessa, perché lo sai, lo devi sapere che senza una scuola che funzioni NOI della parola FUTURO, possiamo tranquillamente farne a meno.
Un FUTURO per i tanti insegnanti che  hanno scelto un percorso di vita che crede nel valore della scuola. Insegnanti come me, che in questo particolare momento storico andrebbero ascoltati non solo con molta attenzione ma con un autentico desiderio di dialogo.
Un FUTURO per i nostri figli, che meritano di costruirsi un domani grazie ad una adeguata formazione messa a disposizione da una scuola didatticamente al passo coi tempi. Una formazione adeguata che significa valore umano aggiunto alla crescita del nostro Paese.
La buona Scuola doveva essere un altro genere di lotta, ma sta diventando altro, qualcosa che non appartiene al mondo degli insegnanti, che forse non appartiene nemmeno più al mondo della scuola. La scuola non è un’azienda e i suoi  bilanci non possono essere semplici numeri di un profitto economico. La  scuola  in questi ultimi anni si è appropriata persino di un linguaggio economico  se è vero che il sistema di valutazione dei nostri ragazzi si misura con i “crediti” e i “debiti” e se è vero che  i livelli di produttività delle singole scuole si misurano sulla base delle promozioni complessive a fine scrutinio.
Caro Premier Matteo Renzi , la scuola sta vivendo momenti a dir poco incandescenti. Ma sento l’urgenza di dover esprimere alcune considerazioni che nascono proprio dal fatto che in questa situazione ci sono pure io.  Le migliaia  di colleghe che in questi anni ho incontrato, con cui ho condiviso tante battaglie, con le quali ho vissuto anni di precariato,  ora chiedono  a me che ti ho  sostenuto,  di prendere di posizione. Ed hanno ragione. Perché io, prima di essere a servizio della politica, sono una docente come loro, e in tutti questi anni, benché fossi sindaco della mia comunità, ,  non ho mai abbandonato le classi e i miei alunni ( l’ho fatto  solo in quest’anno scolastico).
La velocità nell’approvare questo decreto, si scontra con la pazienza  che occorre nell’educare le nuove generazioni,   “ stordite “ da una società che li considera solo “merci” tra le “merci”.
Ma si scontra anche con altri aspetti che riguardano la dignità dei professori ,solo in questa nazione così mortificati e  dei tanti giovani precari  carichi di energie e saperi.
La buona scuola deve essere innanzi tutto una scuola giusta. Per questo occorre necessariamente  introdurre sistemi di valutazione oggettivi che possano determinare un sistema di premialità. Ma non penso che si debba creare un clima di caccia alle streghe per verificare se il controllato tenuto a vista dal controllore, sia poi controllato da qualcun altro.  Sarebbe come ricreare nella realtà il Castello di Kafka, e il tutto avrebbe un triste sapore paradossale.
La Buona scuola deve immaginare un sistema di reclutamento efficace, ma non può penalizzare alcune classi di concorso che non trovano possibilità di inserimento nemmeno  nell’organico funzionale con docenti che , dopo aver superato uno, due concorsi, partecipato a SSIS, e corsi di aggiornamento vari, si ritroverebbero a dover ricominciare una storia interminabile.
Una buona scuola deve sicuramente porsi il problema della mobilità territoriale e della progressione di carriera . Ma le regole non possono essere diverse da quelle che valgono per tutto il settore pubblico .
Una buona scuola non è quella che crea scuole di serie A e di serie B , ma è quella che è in grado di allontanare dalla scuola coloro ( e sono una piccola minoranza)  che non hanno  voglia di insegnare o di far appassionare i giovani al sapere.
Una buona scuola è quella che riesce ancora e nonostante tutto,  a  formare coscienze critiche, a far crescere veri cittadini in grado di essere condottieri della loro esistenza.
“Un bambino e un insegnante, , un libro e una penna , possono cambiare il modo. L’istruzione è la sola soluzione” Per questo Malala Yousafzai a 14 anni  ha ottenuto il Premio Nobel. Dai ragazzi, abbiamo sempre da imparare.

Con stima
Ada Fiore
Candidata del PD nelle elezioni del Consiglio regionale

IL RACCONTO DEI RACCONTI (TALE OF TALES) - Backstage "L'orco"

IL RACCONTO DEI RACCONTI (TALE OF TALES) di Matteo Garrone - Scena del f...

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giovedì 14 maggio 2015

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PRIMACHETENEVAI DOMANI 15 MAGGIO 2015 AL COSTA DI LECCE



PRIMACHETENEVAI è il progetto di “rete” dei talenti pugliesi che vogliono collaborare e crescere insieme organizzata da Salento in Progress, Arcadia Lecce, Ist. G. Costa di Lecce e il Politecnico di Bari. L’appuntamento unico nel Salento è previsto per venerdì 15 maggio 2015 ore 18,00 presso l’Aula Dante dell’Istituto Galilei Costa di Lecce.
Sei un pugliese che ha scelto di restare nella sua terra per farla crescere? Sei un pugliese che ha fatto le valigie, ma vorrebbe tornare, e non sai a chi rivolgerti per mettere a frutto le tue competenze? Sei un pugliese che vive fuori, ma vorresti conoscere realtà locali innovative con cui fare rete? Sei un giovane che cerca lavoro, ma non sa orientarsi nel mercato locale e pensa di essere costretto a emigrare? Spesso quel che cerchiamo è a due passi da noi e non lo sappiamo. Noi vogliamo aiutarti a conoscerlo.
#primachetenevai non è solo una frase tipica della nostra zona. È un progetto che ambisce a realizzare un network tra tutte le realtà innovative e i professionisti pugliesi presenti sul territorio e fuori regione, per avviare processi virtuosi di collaborazione e aiutarle a farsi conoscere: promosso dall’associazione Pugliesi a Milano Stazione di Testa, ha il patrocinio delle Università di Bari, Foggia e del Salento, del Politecnico di Bari, della Regione Puglia, del Comune di Bari, della Consigliera Regionale di parità e dell’Ente Bilaterale del Commercio della Provincia di Bari e Bat.
In tanti hanno già aderito alla piattaforma www.primachetenevai.it, ma stiamo crescendo.
#primachetevai passa a trovarci e scopri cosa ha da offrirti la tua terra! L’ingresso è libero e sarà possibile porre domande alle realtà imprenditoriali presenti e scambiarsi idee, informazioni, contatti.
Se sei una realtà imprenditoriale, artistica, didattica che desidera entrare nella rete di #primachetenevai oppure vuoi semplicemente informazioni, ti aspettiamo! Puoi contattarci su Facebook alla pagina PRIMACHETENEVAI (https://www.facebook.com/primachetenevai) o scrivendo all’indirizzo email info@primachetenevai.it .
Saranno presenti :
Prof. Addolorata Mazzotta : Dirigente del Ist. Costa di lecce che darà il Benvenuto ai Relatori e Partecipanti.
Valentino Zanzarella , Gran Maestro Ordo Equistris Templi Arcadia sarà il moderatore .
Parleranno: Avv. Vincenzo Candido Renna : Rating di Legalità ed Etica dei Mercati; Prof. Daniele Manni : docente d'informatica presso Ist. G. Costa di Lecce accompagnato dallo studente Antonio Scarnera : Start-up Giovanili; Karol Cordella _ Cordella Couture 1783 : Moda e design; Giuseppe Pellegrino : Agriturismo Piccapane : biologica e vegano.
L’ingresso è libero e sarà possibile porre domande alle realtà imprenditoriali presenti.
#PRIMACHETENEVAI LECCE è coordinato da : VALENTINO LOFORESE, MIRELLA ZUCCARO, MARIANNA POZZULO

Acer Revo One RL85: la recensione di HDblog.it

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