Stefano Donno on twitter

sabato 19 agosto 2017

I Quaderni del Bardo Edizioni – di Stefano Donno

I Quaderni del Bardo Edizioni – di Stefano Donno

Elif - Schwarz, weiß, grau (Akustik Session)

Nutty O - Show Your Body (Official Video)

Top 10 Horror Movie Unmasking Moments

Letteratura e fotografia di Silvia Albertazzi (Carocci)



La fotografia, fin dal suo apparire, ha influito sulla letteratura sia a livello tematico sia sulla stessa scrittura, mutandone attitudini, modi e ritmi e aumentandone l'autocoscienza. Il volume considera tanto la tematizzazione attraverso il ricorso a elementi quali il ritratto fotografico, l'album di famiglia, la foto vernacolare e l'apparizione del fotografo investe di personaggio e/o narratore quanto l'imporsi di una vera e propria "scrittura fotografica". Da Nathaniel Hawthorne àiphoto-books contemporanei, dal dagherrotipo al digitale, si propongono varie letture (e usi) della fotografia in letteratura: dall'utilizzo metanarrativo della figura del fotografo alla metafora della fantasmatizzazione, frammentazione e perdita di identità; dall'ausilio per la memoria all'esaltazione del feticcio e del simulacro; dalla riflessione sul tempo e sulla mortalità alla poetica dell'istante decisivo.

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Picasso sulla spiaggia a Venezia

Tribute to Harley-Davidson Motor Company

Le novità in libreria per Odoya

venerdì 18 agosto 2017

NF - Green Lights

Sons Of Texas - Beneath the Riverbed (Official Music Video)

Logic - 1-800-273-8255 ft. Alessia Cara, Khalid

Top 10 Most DISGUSTING Video Game Characters

Top 10 Facts about The Defenders

Il buon vino del signor Weston di Theodore F. Powys. Traduttore: G. Pannofino (Adelphi)



Con questo romanzo del 1927, da molti considerato il suo capolavoro, Powys sembra essere riuscito a condensare più che in ogni altro suo libro – protetto dall’onnipresente «humour di pece» – la qualità essenziale del Male: impedire al Bene di essere riconosciuto. Un pomeriggio di fine novembre del 1923, un vecchio furgoncino Ford con a bordo due uomini fa il suo ingresso in un piccolo villaggio della campagna inglese, seguito dall'apparizione in cielo di una grande scritta luminosa: «Il buon vino del signor Weston». Nella locanda al centro del villaggio, dove gli uomini si ritrovano ogni sera intorno al fuoco «come miti piante carnivore», il vecchio orologio a pendolo si ferma e un inspiegabile senso di attesa si diffonde fra gli ignari e malvagi abitanti, accompagnato solo dal vago presentimento «che sarebbe successo qualcosa»: come se di lì a breve «la vacca zoppa stesse per partorire un vitello a sei zampe». Da dove vengono quei due stranieri dall'aria familiare? Cosa si nasconde all'interno del furgone e che cosa sono venuti a vendere? Con questo romanzo del 1927, da molti considerato il suo capolavoro, Powys sembra essere riuscito a condensare più che in ogni altro suo libro – protetto dall’onnipresente «humour di pece» – la qualità essenziale del Male: impedire al Bene di essere riconosciuto. Perché «come tutti sanno, l'evento più importante e gravido di conseguenze passa spesso inosservato e viene ignorato da quasi tutti i nostri simili. E se davvero un giorno l'Eternità arrivasse, potete star certi che nessuno ci farebbe caso».

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Lettere da una taranta di Raffaele Gorgoni a Copertino il 23/08/2017

Tributo Omaggio a Chiara Fumai

AFFICHE a Cremona con Pablo Amargo

Man Ray a Conversano

Turba Philosophorum

La vita com'è - Grazia Verasani - La Nave di Teseo - Booktrailer di My F...

giovedì 17 agosto 2017

Mr. Vegas - G.O.A.T (Official Video)

P!nk - What About Us (Official Video)

Chris Brown - Questions (Official Video)

Top 10 Movies You’ll Like if You Liked Deadpool

Hectrum Destination FREE Dubstep Music For Monetize

Le novità in libreria per Jo March, Giunti e Marsilio

Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche

Diario del seduttore di Sören Kierkegaard (BUR)

DAEMONOLOGIE, In FORME of a Dialogue. Divided into Three Bookes

Sideralgia di Marta Vigneri (I Quaderni del Bardo Edizioni)
























La ferita che sai dire, non è ferita.
La ferita s'apre prima del nome.
È anteriore alla voce.
È lì, nel disabitato, e scuote gli arti e serra la mandibola.
È lì, per risucchiarti tutta intera.
Lì, per irridere l'infuturarsi.
Per inchiodare l'adesso
al suo inesauribile ripetersi.
Uguale.
La ferita è anteriore al nome,
lesione appestata dal silenzio.

Marta Vigneri è nata a Galatina, in provincia di Lecce, nel 1978. Laureatasi in Filosofia presso l’Università degli studi di Lecce, ha successivamente conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in “Scienze della Mente e Teoria dei Significati” nella medesima Accademia. Sogna di vivere in un querceto, dove le sia garantito l’amore di un gigantesco cane corso dagli occhi di stagnola. E la vita, inventata, della scrittrice di cose minime.

Un' educazione milanese di Alberto Rollo (Manni)



Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l'ha ispirata. Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l'infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne "lezioni di cultura operaia", le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, le gite in moto, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l'oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi. E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto l'amico maestro di vita e di visioni, sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva "occhi diversi". A questa formazione si mescola la percezione dell'oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar.

Macro pop 2